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I diodi semiconduttori sono componenti elettronici che consentono il passaggio della corrente prevalentemente in una sola direzione. La mappa illustra la giunzione p-n, il comportamento in polarizzazione diretta e inversa, la curva caratteristica corrente-tensione, i tipi principali come Zener e LED e le applicazioni tipiche, dal raddrizzamento alla protezione dei circuiti.

Come funziona la giunzione p-n
Un diodo semiconduttore nasce dall'unione di una zona drogata p, ricca di lacune, e una zona n, ricca di elettroni liberi. All'interfaccia i portatori si ricombinano e formano la zona di svuotamento, priva di portatori liberi, che genera una barriera di potenziale. Nel silicio questa barriera vale circa 0,7 volt: solo quando la tensione esterna la supera, in polarizzazione diretta, la corrente fluisce facilmente. In polarizzazione inversa la zona di svuotamento si allarga e la corrente resta trascurabile, limitata a una piccola componente di saturazione che cresce con la temperatura.

Polarizzazione diretta e inversa a confronto
La distinzione fondamentale è la direzione della tensione applicata. In diretta l'anodo è a potenziale maggiore del catodo: la barriera si abbassa, gli elettroni della zona n e le lacune della zona p attraversano la giunzione e il diodo conduce, con caduta di tensione di circa 0,7 volt per il silicio e circa 0,3 volt per il germanio. In inversa la barriera si innalza e il diodo si comporta quasi come un interruttore aperto. Se la tensione inversa supera il valore di rottura specificato, la corrente aumenta bruscamente: nel diodo comune ciò può danneggiare il componente, mentre nel diodo Zener la rottura è progettata per essere sfruttata in modo controllato.

Diodi Zener e LED: due casi notevoli
Il diodo Zener è realizzato per operare stabilmente in polarizzazione inversa, nella regione di rottura: mantenendo una tensione quasi costante ai suoi capi, viene usato come riferimento o stabilizzatore di tensione nei circuiti di alimentazione. Il LED, invece, sfrutta la ricombinazione di elettroni e lacune in polarizzazione diretta per emettere luce; il colore dipende dal materiale semiconduttore impiegato e la tensione di soglia è tipicamente superiore a quella del silicio, spesso tra 1,8 e 3 volt circa. Fotodiodi e diodi Schottky completano la famiglia, rispettivamente per la rivelazione di luce e per le commutazioni rapide a bassa caduta di tensione.

Applicazioni tipiche e limiti pratici
L'uso più classico del diodo è il raddrizzamento: nei alimentatori converte la tensione alternata in continua, con un solo diodo per la mezza onda o con quattro diodi nel ponte di Graetz per la doppia onda. Altri impieghi comuni sono la protezione dei circuiti contro inversioni accidentali di polarità e la soppressione dei picchi induttivi mediante diodi di libero circuito. Nella pratica occorre però considerare i limiti reali: corrente massima sostenibile, tensione inversa massima, caduta di tensione in conduzione e capacità parassita, che degrada il comportamento alle alte frequenze e nelle commutazioni rapide.

Domande per ripassare

Perché un diodo al silicio conduce solo sopra circa 0,7 volt?

Perché in polarizzazione diretta la tensione esterna deve abbassare la barriera di potenziale generata dalla zona di svuotamento della giunzione p-n. Sotto quella soglia la corrente è molto piccola; superata la soglia, la caratteristica diventa fortemente esponenziale e il diodo conduce facilmente.

Che differenza c'è tra un diodo comune e un diodo Zener?

Il diodo comune è progettato per lavorare in polarizzazione diretta e può danneggiarsi se la rottura inversa viene superata. Il diodo Zener è invece costruito per operare stabilmente in polarizzazione inversa, nella regione di rottura controllata, e viene usato per stabilizzare o fare riferimento di tensione.

Come funziona un raddrizzatore a ponte di Graetz?

Il ponte usa quattro diodi disposti in modo che, in ogni semiperiodo della tensione alternata, la corrente attraversi il carico sempre nella stessa direzione. Si ottiene così il raddrizzamento della doppia onda, più efficiente del raddrizzatore a mezza onda con un solo diodo, con una ripple ridotta che viene poi attenuata dai filtri.