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capacità e condensatori mappa concettuale

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La capacità misura la quantità di carica elettrica che un conduttore o un condensatore può accumulare per unità di potenziale. La mappa illustra la definizione di farad, la struttura dei condensatori, il ruolo dei dielettrici, l'energia immagazzinata e il comportamento in serie e in parallelo, con cenni ai circuiti RC e alle applicazioni pratiche come i circuiti di filtraggio e la memoria elettronica.

La capacità esprime quanto un conduttore si carica per ogni volt di potenziale applicato. Un condensatore isolato con grande capacità richiede molta carica per innalzare il proprio potenziale, mentre uno con capacità piccola si carica rapidamente. Il farad è un'unità molto grande: nei circuiti reali si usano quasi sempre microfarad, nanofarad o picofarad. La relazione C = Q/ΔV vale per conduttori in condizioni di equilibrio e presuppone che la geometria e i materiali circostanti restino invariati; la capacità dipende infatti solo dalla forma, dalle dimensioni e dai dielettrici presenti, non dalla carica o dalla tensione applicate.

Il modello più semplice è il condensatore piano: due lastre conduttrici parallele di area A, separate da una distanza d piccola rispetto alle loro dimensioni. Tra le armature si genera un campo elettrico quasi uniforme, e la capacità risulta C = ε₀εrA/d. Aumentare l'area o avvicinare le armature aumenta la capacità, ma la distanza non può ridursi oltre il limite della rottura dielettrica: un campo troppo intenso ionizza il materiale e il condensatore si scarica bruscamente. Questo modello trascura gli effetti di bordo, trascurabili quando d è molto minore del lato delle armature.

A differenza delle resistenze, i condensatori si sommano in parallelo e si combinano per inversi in serie. In parallelo le armature collegate condividono la stessa tensione e le cariche si aggiungono, quindi la capacità equivalente cresce. In serie la carica è la stessa su ogni condensatore, mentre la tensione si ripartisce: la capacità equivalente risulta minore della più piccola delle capacità. Questa differenza deriva dal fatto che il condensatore immagazzina carica separata, non dissipa energia come una resistenza, e va tenuta presente quando si progettano reti di condensatori.

Quando un condensatore si carica attraverso una resistenza, la tensione cresce secondo una legge esponenziale governata dalla costante di tempo τ = RC, prodotto di resistenza e capacità. Dopo un tempo pari a τ la tensione raggiunge circa il 63% del valore finale; dopo circa 5τ il condensatore è considerato praticamente carico. Durante la scarica la tensione decade esponenzialmente con la stessa costante. Questo comportamento prevedibile rende i circuiti RC utili come temporizzatori, filtri che separano segnali lenti da segnali rapidi e generatori di ritardo nei dispositivi elettronici.

Domande per ripassare

Perché inserire un dielettrico tra le armature aumenta la capacità?

Il dielettrico si polarizza nel campo elettrico: le sue molecole generano un campo interno opposto a quello delle armature, riducendo il campo netto e quindi la differenza di potenziale a parità di carica. Poiché C = Q/ΔV, una tensione minore a parità di carica significa capacità maggiore, moltiplicata per il fattore εr del materiale.

Come si calcola l'energia immagazzinata in un condensatore?

L'energia è U = ½CV², equivalente a U = ½QV o U = Q²/(2C) a seconda delle grandezze note. Il fattore ½ deriva dal fatto che la tensione cresce da zero durante la carica, quindi il lavoro compiuto corrisponde al valore medio della tensione, non a quello finale.

Cosa rappresenta la costante di tempo in un circuito RC?

È il prodotto τ = RC e indica la rapidità con cui il condensatore si carica o si scarica. Dopo un intervallo pari a τ la tensione di carica raggiunge circa il 63% del valore finale, mentre durante la scarica scende al 37% di quella iniziale. Dopo circa 5 costanti di tempo il transitorio è praticamente concluso.