energia libera di Gibbs mappa concettuale
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L'energia libera di Gibbs (G) è la grandezza termodinamica che misura il massimo lavoro utile estraibile da un sistema a temperatura e pressione costanti. La relazione G = H − TS combina entalpia ed entropia e permette di prevedere se una reazione è spontanea: se ΔG è negativa il processo procede, se è positiva è non spontaneo, se è nulla il sistema è all'equilibrio. La mappa collega la funzione di Gibbs all'equilibrio chimico, alla costante K e all'influenza della temperatura.
Perché serve una nuova funzione termodinamica
Entalpia ed entropia, prese singolarmente, non bastano per decidere se un processo è spontaneo: molti processi spontanei sono endotermici, come la fusione del ghiaccio sopra 0 °C. Josiah Willard Gibbs introdusse nel XIX secolo una funzione che combina i due effetti: G = H − TS. A temperatura e pressione costanti, la variazione di G indica il massimo lavoro non volumetrico ottenibile e il criterio di spontaneità diventa unico e operativo. Questo è il motivo per cui l'energia libera di Gibbs è la grandezza centrale della termodinamica chimica applicata alle reazioni in soluzione e in fase gassosa.
Il ruolo decisivo della temperatura
Il segno di ΔG dipende dal bilancio tra ΔH e TΔS, quindi la temperatura può invertire la spontaneità. Quando ΔH > 0 e ΔS > 0, come nella fusione del ghiaccio, il processo è spontaneo solo al di sopra della temperatura di equilibrio, data da T = ΔH/ΔS. Quando invece ΔH < 0 e ΔS < 0, la spontaneità vale solo al di sotto di quella temperatura. I casi in cui ΔH e ΔS hanno lo stesso segno sono gli unici sensibili alla temperatura: negli altri la spontaneità non cambia con T. Questa analisi spiega fenomeni quotidiani come fusione, ebollizione e dissoluzione di alcuni sali.
Dal ΔG all'equilibrio chimico
La relazione ΔG = ΔG° + RT ln Q mostra come la posizione del sistema rispetto all'equilibrio determini la direzione della reazione: se Q < K il termine logaritmico rende ΔG negativo e la reazione procede in avanti; se Q > K procede all'indietro. All'equilibrio ΔG = 0 e Q coincide con K, da cui ΔG° = −RT ln K. Ne consegue che un ΔG° molto negativo corrisponde a una costante di equilibrio grande e a una reazione quasi completa, mentre un ΔG° positivo indica un equilibrio spostato verso i reagenti. Le condizioni reali, però, possono cambiare il segno di ΔG rispetto a quello standard.
Applicazioni: pile, elettrolisi e metabolismo
In una pila la variazione di energia libera si manifesta come lavoro elettrico: ΔG = −nFE, dove n è il numero di moli di elettroni scambiati, F la costante di Faraday ed E la differenza di potenziale. In un processo elettrolitico, invece, occorre fornire lavoro perché ΔG è positivo. Nel metabolismo cellulare reazioni non spontanee, come la sintesi dell'ATP, vengono accoppiate a processi fortemente esergonici, come l'ossidazione del glucosio: l'accoppiamento rende complessivamente negativa la variazione di energia libera. Questi esempi mostrano come il criterio di Gibbs guidi sia l'analisi dei dispositivi sia quella dei sistemi biologici.
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Domande per ripassare
Qual è la differenza tra ΔG e ΔG°?
ΔG° si riferisce a condizioni standard, con reagenti e prodotti alla pressione di 1 bar (o concentrazione standard) e a una data temperatura, di solito 298 K. ΔG invece descrive il sistema nelle condizioni reali ed è legata a ΔG° dalla relazione ΔG = ΔG° + RT ln Q. Solo all'equilibrio ΔG diventa zero, mentre ΔG° conserva il suo valore standard.
Una reazione con ΔG negativo è sempre veloce?
No. Un ΔG negativo indica solo che la reazione è spontanea dal punto di vista termodinamico, cioè favorita, ma non dice nulla sulla velocità. La rapidità dipende dalla cinetica, dall'energia di attivazione e dalla presenza di catalizzatori. Ad esempio il diamante potrebbe trasformarsi in grafite perché il processo è spontaneo, ma la trasformazione è così lenta da non essere osservabile in pratica.
Come si calcola la temperatura alla quale una reazione diventa spontanea?
Quando ΔH e ΔS hanno lo stesso segno, la spontaneità cambia a una temperatura di inversione approssimata da T = ΔH/ΔS, usando valori coerenti di ΔH e ΔS. Se ΔH > 0 e ΔS > 0 la reazione diventa spontanea al di sopra di quella temperatura; se ΔH < 0 e ΔS < 0 lo è solo al di sotto. Il calcolo è un'approssimazione perché assume che ΔH e ΔS non varino con la temperatura.