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equazioni di velocità e ordine di reazione mappa concettuale

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Le equazioni di velocità descrivono come la rapidità di una reazione dipende dalle concentrazioni dei reagenti. L'ordine di reazione, intero o frazionario, indica la sensibilità della velocità rispetto a ciascun reagente e si determina sperimentalmente, non dal coefficiente stechiometrico. La mappa copre la legge di velocità, la costante cinetica, l'ordine complessivo, i metodi delle velocità iniziali e dell'isolamento, i grafici integrati e l'effetto della temperatura secondo Arrhenius.

Perché l'ordine non si legge dall'equazione bilanciata
Un errore frequente è confondere i coefficienti stechiometrici con gli ordini parziali. La legge di velocità riflette il meccanismo di reazione, cioè la sequenza dei passaggi elementari, e non l'equazione complessiva bilanciata. Solo per un passaggio elementare l'ordine parziale coincide con il coefficiente stechiometrico del reagente. Ad esempio, nella decomposizione del N2O5 la velocità è di primo ordine rispetto al N2O5, pur trattandosi di una reazione complessa. Per questo gli ordini vanno sempre determinati sperimentalmente, tipicamente con il metodo delle velocità iniziali o con dati cinetici integrati.

Il metodo delle velocità iniziali in pratica
Si conducono più esperimenti variando la concentrazione di un solo reagente alla volta, mantenendo costanti le altre. Se raddoppiando [A] la velocità iniziale non cambia, l'ordine rispetto ad A è zero; se la velocità raddoppia, l'ordine è uno; se quadruplica, l'ordine è due. Ripetendo l'operazione per ciascun reagente si ottengono gli esponenti m e n, e sostituendo un esperimento completo nella legge di velocità si calcola la costante k con le sue unità di misura, che dipendono dall'ordine complessivo della reazione.

Distinguere gli ordini dai grafici
I grafici integrati permettono di identificare l'ordine dalla forma della curva. Per una reazione di ordine zero la concentrazione del reagente decresce linearmente nel tempo; per il primo ordine è il logaritmo naturale della concentrazione a essere lineare; per il secondo ordine lo è il reciproco della concentrazione. Il tempo di dimezzamento offre un ulteriore indizio: costante per il primo ordine, come nella decadimento radioattivo, crescente per il secondo ordine e decrescente per l'ordine zero. Questo criterio è molto usato nelle esercitazioni di cinetica chimica.

Effetto della temperatura: l'equazione di Arrhenius
La costante cinetica k aumenta con la temperatura secondo l'equazione di Arrhenius, k = A·e^(−Ea/RT), dove Ea è l'energia di attivazione e A il fattore pre-esponenziale. L'interpretazione fisica è che a temperatura più alta una frazione maggiore di molecole possiede energia sufficiente a superare la barriera di attivazione. Prendendo il logaritmo naturale si ottiene una relazione lineare tra ln k e 1/T, dalla pendenza della quale si può ricavare sperimentalmente l'energia di attivazione di una reazione.

Domande per ripassare

Perché l'ordine di reazione non si può dedurre dall'equazione bilanciata?

Perché la legge di velocità dipende dal meccanismo di reazione, cioè dai passaggi elementari, e non dalla stechiometria complessiva. Solo per un passaggio elementare l'ordine parziale coincide con il coefficiente stechiometrico; per le reazioni complesse gli ordini si determinano sperimentalmente.

Come si riconosce una reazione di primo ordine dai dati sperimentali?

Il grafico del logaritmo naturale della concentrazione contro il tempo è una retta, e il tempo di dimezzamento è costante indipendentemente dalla concentrazione iniziale del reagente.

Cosa rappresentano i termini dell'equazione di Arrhenius k = A·e^(−Ea/RT)?

k è la costante cinetica, A è il fattore pre-esponenziale legato alla frequenza degli urti, Ea è l'energia di attivazione, R la costante dei gas e T la temperatura assoluta. La dipendenza esponenziale spiega perché piccoli aumenti di temperatura accelerano notevolmente molte reazioni.