Rivoluzione francese mappa concettuale
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La Rivoluzione francese (1789-1799) fu un processo di trasformazione politica e sociale che rovesciò la monarchia assoluta in Francia e abbatté l'ordine feudale. Partita dalla crisi finanziaria e dalla richiesta di riforme, passò attraverso la monarchia costituzionale, la Repubblica e il Terrore, fino al colpo di Stato di Napoleone Bonaparte. Le sue idee di libertà, uguaglianza e sovranità nazionale influenzarono profondamente l'Europa e il mondo moderno.
Dalle cause alla crisi del 1789
La Francia degli anni Ottanta del Settecento era in grave difficoltà finanziaria, aggravata dai costi della guerra d'indipendenza americana e da un sistema fiscale iniquo. La società era divisa in tre ordini: clero e nobiltà godevano di numerosi privilegi, mentre il Terzo Stato sosteneva gran parte del carico fiscale, anche se con situazioni molto differenziate al suo interno. Nel 1789 Luigi XVI convocò gli Stati Generali, non riuniti dal 1614, per affrontare la crisi. Il Terzo Stato, contestando il voto per ordine, si proclamò Assemblea Nazionale: fu l'inizio della rottura con l'ordine tradizionale.
Le fasi politiche della rivoluzione
La rivoluzione si sviluppò in fasi distinte. Tra il 1789 e il 1791 furono avviate riforme che portarono alla monarchia costituzionale, istituita dalla Costituzione del 1791 e durata fino al 1792. Dopo la guerra e la fuga a Varennes, la monarchia fu abolita il 21 settembre 1792 e la Repubblica proclamata il giorno successivo, 22 settembre, data poi scelta come inizio del calendario repubblicano, adottato nel 1793. Seguì la fase del Terrore, dominata dal Comitato di Salute Pubblica, in cui Robespierre fu una figura centrale senza però controllare da solo l'intero organismo. La reazione termidiana del luglio 1794 chiuse questa fase.
Dal Direttorio al colpo di Stato
Il Direttorio, istituito dalla Costituzione dell'anno III nel 1795, fu un regime instabile, segnato da complotti, insurrezioni realiste e giacobine e da una crescente dipendenza dall'esercito. Le campagne militari, in particolare in Italia, diedero grande prestigio al generale Napoleone Bonaparte. Nel novembre 1799 il colpo di Stato del 18 brumaio pose fine al Direttorio e instaurò il Consolato, con Napoleone come Primo Console. La fase rivoluzionaria si concluse così, ma le riforme amministrative e giuridiche, come il Codice Civile del 1804, diffusero la sua eredità in tutta Europa.
Eredità e interpretazioni
La rivoluzione abolì formalmente la società feudale e produsse la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789, che affermò principi di libertà, uguaglianza giuridica e sovranità nazionale. Tuttavia i suoi risultati furono complessi e contraddittori: al Terrore seguirono la censura, le persecuzioni politiche e infine un regime autoritario. Le interpretazioni degli storici, da quelle liberali a quelle marxiste e revisioniste, si sono succedute da due secoli, ma resta condiviso il ruolo della rivoluzione come matrice del costituzionalismo moderno e dei movimenti nazionali europei dell'Ottocento.
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Domande per ripassare
Qual è la differenza tra l'abolizione della monarchia e la proclamazione della Repubblica?
La Convenzione Nazionale votò l'abolizione della monarchia il 21 settembre 1792; la Repubblica fu proclamata il giorno successivo, il 22 settembre, data che divenne anche l'inizio dell'anno I del calendario repubblicano. Sono due momenti consecutivi ma distinti.
Perché gli Stati Generali del 1789 furono una svolta decisiva?
Convocati per la crisi finanziaria, gli Stati Generali si bloccarono sulla questione del voto: il Terzo Stato voleva il voto per testa, non per ordine. Rifiutando il metodo tradizionale, si proclamò Assemblea Nazionale, sfidando l'autorità regia e avviando la rivoluzione.
Che cosa fu la reazione termidiana?
Fu il movimento che nel luglio 1794 rovesciò Robespierre, arrestato il 27 ed giustiziato il 28 luglio 1794 insieme ad alcuni sostenitori. Pose fine al Terrore e portò al potere un'assemblea più moderata, che nel 1795 istituì il regime del Direttorio.