Congresso di Vienna mappa concettuale
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Il Congresso di Vienna (1814-1815) fu la conferenza in cui le potenze europee riorganizzarono il continente dopo la caduta di Napoleone. Guidato da Metternich, Castlereagh, Talleyrand, Alessandro I e Hardenberg, applicò i principi di legittimità, equilibrio e compensazioni per ricostruire un ordine stabile. Il sistema viennese garantì all'Europa quasi un secolo senza guerre generali, ma ignorò le aspirazioni nazionali e liberali, alimentando i movimenti risorgimentali e le rivoluzioni dell'Ottocento.
Come funzionava il congresso
Il Congresso di Vienna non fu una conferenza con sedute plenarie regolari: i lavori reali si svolsero in comitati ristretti e in salotti diplomatici, con balli e ricevimenti che ne fecero un simbolo di mondanità. Le decisioni vere furono prese dalle quattro grandi potenze vincitrici, Gran Bretagna, Austria, Russia e Prussia, mentre la Francia fu inizialmente tenuta ai margini. Talleyrand riuscì però a farsi ammettere nel nucleo decisionale sfruttando le divisioni tra gli alleati, soprattutto sul tema della Polonia e della Sassonia. Il congresso si concluse con l'Atto finale firmato nel giugno 1815, dopo il ritorno di Napoleone durante i Cento Giorni.
Legittimità, equilibrio e compensazioni
I tre principi del congresso vanno distinti con attenzione. La legittimità prevedeva di restituire i troni alle dinastie deposte dalla Rivoluzione e da Napoleone, come i Borbone in Francia e in Spagna, ma non fu applicata ovunque: molti territori cambiarono comunque sovrano. L'equilibrio mirava a impedire che una sola potenza dominasse l'Europa, come aveva fatto la Francia. Le compensazioni servivano a premiare gli alleati vittoriosi con annessioni territoriali, anche di terre non loro: l'Austria ottenne il Lombardo-Veneto, la Prussia parte della Renania, la Russia gran parte della Polonia. Questi scambi di popoli e territori avvenivano senza consultare le popolazioni coinvolte.
Il sistema della Santa Alleanza
Oltre alla ridisegnata carta d'Europa, il congresso produsse strumenti di controllo politico. La Santa Alleanza, firmata nel settembre 1815 da Russia, Austria e Prussia su iniziativa di Alessandro I, era un patto di solidarietà tra sovrani cristiani a difesa dell'ordine stabilito. La Gran Bretagna non vi aderì, ma partecipò alla più pragmatica alleanza quadrupla, presto quintupla con la Francia restaurata. Nei decenni successivi i congressi di Aquisgrana, Carlsbad e altre sedi autorizzarono interventi contro le rivoluzioni, come in Napoli nel 1821. Questo sistema repressivo, definito da Metternich, fu progressivamente indebolito dai contrasti tra potenze e dai movimenti nazionali.
Perché il congresso è considerato ambiguo
Il giudizio storico sul Congresso di Vienna è diviso. Da un lato il nuovo ordine garantì all'Europa un periodo insolitamente lungo senza guerre generali tra le grandi potenze, fino al 1914, e creò meccanismi di consultazione diplomatica innovativi per l'epoca. Dall'altro lato il congresso ignorò i principi di nazionalità e di sovranità popolare emersi con la Rivoluzione francese, imponendo sovrani e confini senza tenere conto delle identità locali. In Italia questo generò il malcontent che alimentò i moti carbonari e il Risorgimento. La Restaurazione, inoltre, non cancellò del tutto le riforme amministrative e giuridiche dell'età napoleonica, che in molte regioni sopravvissero in forma modificata.
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Domande per ripassare
Quali erano i principi fondamentali del Congresso di Vienna?
I principi fondamentali erano la legittimità, cioè il restauro delle dinastie legittime deposte durante l'età napoleonica, l'equilibrio tra le potenze per impedire l'egemonia di uno Stato, e le compensazioni, ossia premi territoriali agli alleati vittoriosi. Questi principi non furono applicati in modo rigido: molti confini cambiarono comunque e diverse popolazioni passarono sotto sovrani diversi senza essere consultate.
Chi erano i principali protagonisti del congresso?
I protagonisti furono i rappresentanti delle grandi potenze: il cancelliere austriaco Metternich, che diresse i lavori, il britannico Castlereagh, il francese Talleyrand, lo zar Alessandro I di Russia e il prussiano Hardenberg. Talleyrand ottenne un ruolo rilevante per la Francia sfruttando i dissensi tra gli alleati, in particolare sulla questione polacca e sassone.
Perché il Congresso di Vienna è considerato un momento di svolta per l'Italia?
Il congresso restaurò gli Stati preunitari ma pose gran parte del Nord sotto l'Austria, con il Lombardo-Veneto, e mantenne la frammentazione della penisola. Questa situazione, percepita come dominazione straniera, alimentò il malgitto dei patrioti liberali e nazionali, favorì la nascita e l'attività delle società segrete come i carbonari e preparò il terreno ai moti del 1820-21, del 1830-31 e infine al Risorgimento.