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Il Faust di Goethe è una tragedia in due parti pubblicata rispettivamente nel 1808 e nel 1832. Riprende la leggenda medievale del dottor Faust, che stringe un patto con Mefistofele: in cambio di un'esperienza totale della vita, la sua anima andrà al diavolo se si fermerà in un momento di piena soddisfazione. La mappa organizza trama, personaggi, temi come la conoscenza, la colpa e la redenzione, e il contesto tra Sturm und Drang e classicismo di Weimar.

Dalla leggenda al capolavoro di Weimar
La figura di Faust nasce da racconti popolari tedeschi del XVI secolo su un dottore che si sarebbe venduto al diavolo, diffusi anche da libri popolari e dal teatro delle marionette. Goethe si appassiona al tema in gioventù, durante il periodo dello Sturm und Drang, e scrive una prima versione nota come Urfaust. Dopo la pubblicazione del Faust. Ein Fragment nel 1790, l'opera cresce per tutta la vita dell'autore: la Parte I esce nel 1808 e la Parte II, completata negli ultimi anni, appare nel 1832, poco dopo la morte di Goethe. Questa lunga gestazione spiega la differenza di tono tra le due parti.

Il patto e la scommessa: la cornice metafisica
Il Prologo in cielo introduce una scommessa tra il Signore e Mefistofele: il diavolo potrà tentare Faust, ma non lo perderà se continuerà a lottare. Faust, dal canto suo, stipula un patto con Mefistofele: lo spirito lo servirà sulla terra, ma se Faust giungerà a un istante di piena soddisfazione, desiderando che quel momento duri, la sua anima sarà perduta. Questa distinzione tra patto e scommessa è essenziale per capire il finale: Faust muore dopo un'ultima visione di un futuro laborioso, ma il suo 'momento' resta un'anticipazione, e gli angeli ne rivendicano l'anima.

La tragedia di Gretchen nella Parte I
La Parte I si concentra sulla storia d'amore tra Faust e Gretchen, una giovane borghese di città. Mefistofele organizza l'incontro, e la vicenda conduce a una catena di morti: la madre, avvelenata da un sonnifero somministrato per errore, il fratello Valentin, ucciso in duello, e il figlio di Gretchen, che la ragazza, disperata, abbandona fino alla morte. Condannata, Gretchen rifiuta la fuga che Faust le propone e si affida al giudizio divino: una voce dall'alto proclama che ella è salvata. Faust, invece, è trascinato oltre, verso la Parte II.

La Parte II e il significato del finale
La Parte II abbandona l'ambientazione borghese per un viaggio allegorico attraverso il mondo, la corte imperiale, la Grecia classica con l'incontro con Elena di Troia e infine un'impresa di bonifica delle terre. Faust, ormai vecchio e cieco, immagina una comunità libera che lavora su terra da lui reclamata, senza sapere che Mefistofele ne sta sfruttando i coloni. Muore senza aver goduto un momento compiuto: Mefistofele rivendica l'anima, ma gli angeli la portano via, sostenendo che chi si sforza senza sosta può essere redento. Il finale resta oggetto di discussione interpretativa.

Domande per ripassare

Qual è la differenza tra il patto di Faust con Mefistofele e la scommessa del Prologo in cielo?

La scommessa si svolge tra il Signore e Mefistofele: il diavolo può tentare Faust, ma non potrà perderlo se questi continua a lottare. Il patto, invece, è stipulato tra Faust e Mefistofele: lo spirito lo serve sulla terra, ma se Faust arriva a un istante di piena soddisfazione e desidera che duri, la sua anima gli apparterrà. Il finale mostra che Faust muore senza aver raggiunto un tale momento definitivo.

Perché Gretchen è considerata la figura tragica della Parte I?

Gretchen è una giovane innocente che, per amore di Faust, provoca senza volerlo la morte della madre e del fratello e, disperata, causa la morte del proprio figlio. A differenza di Faust, non cerca potere o conoscenza: è vittima della situazione. Condannata, rifiuta la fuga e si affida a Dio, e una voce dal cielo dichiara che è salvata, mentre Faust viene trascinato oltre.

Perché Faust viene salvato nel finale della Parte II, nonostante il patto?

La condizione del patto non si realizza: Faust muore dopo aver visto in visione un futuro di lavoro libero e collettivo, ma quel momento è un'anticipazione, non un godimento compiuto. Gli angeli sostengono che chi lotta incessantemente può essere redento, e la Grazia, sostenuta anche dall'intercessione di Gretchen, prevale su Mefistofele. Il merito della salvezza resta comunque uno dei punti più discussi dall'interpretazione critica.