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Luigi Pirandello (1867-1936), premio Nobel per la letteratura nel 1934, è tra i maggiori scrittori italiani del Novecento. La sua opera esplora la crisi dell'io, il conflitto tra forma e vita e la maschera sociale. Dall'umorismo de Il fu Mattia Pascal al metateatro di Sei personaggi in cerca d'autore, Pirandello trasforma la letteratura in un laboratorio di indagine psicologica e filosofica, influenzando teatro e narrativa europei.

L'umorismo e il sentimento del contrario
Nel saggio L'umorismo, pubblicato nel 1908 e ampliato nel 1920, Pirandello distingue tre atteggiamenti davanti alla realtà. Il comico registra un contrasto esteriore, come una vecchia truccata che fa ridere. L'ironia si ferma a una riflessione distaccata. L'umorismo, invece, penetra oltre l'apparenza: è il sentimento del contrario, la sensazione di avversione che nasce quando si scopre la sofferenza nascosta dietro l'effetto comico. La vecchia truccata non fa più ridere, ma fa riflettere sul bisogno umano di mascherare il tempo che passa. Questa teoria guida l'intera produzione pirandelliana, dai racconti al teatro, e spiega perché i suoi personaggi appaiano insieme ridicoli e tragici.

La crisi dell'io e il conflitto forma-vita
Al centro della poetica pirandelliana sta la scoperta che l'io non è unitario. Ogni individuo vive secondo le immagini che gli altri si fanno di lui, le maschere, e finisce per non riconoscersi più. In uno, nessuno e centomila il protagonista Vitangelo Moscarda scopre di essere cento persone diverse agli occhi degli altri e nessuna per se stesso. Il conflitto tra forma, l'assetto stabile che la società impone, e vita, il flusso mutevole degli impulsi, attraversa tutta l'opera. La forma imprigiona la vita, ma senza forma la vita non può esistere: da qui il dramma dei personaggi pirandelliani, divisi tra la necessità della maschera e il desiderio di libertà.

Il metateatro e le opere teatrali
Con Sei personaggi in cerca d'autore, rappresentata nel 1921, Pirandello rivoluziona il teatro europeo. Sei personaggi abbandonati dall'autore irrompono nelle prove di una compagnia chiedendo di recitare la loro storia: la scena diventa il luogo in cui si discute la stessa creazione artistica. In Ciascuno a suo modo e in Questa sera si recita a soggetto il meccanismo si ripete con varianti, creando il cosiddetto teatro nel teatro. L'illusione scenica si rompe, gli attori escono dal personaggio e il pubblico è chiamato a interrogarsi su ciò che è vero e ciò che è recitato. Questo impianto ha aperto la strada al teatro moderno e alle ricerche delle avanguardie.

Cronologia essenziale e riconoscimenti
Pirandello nasce nel 1867 ad Agrigento, allora chiamata Girgenti, e trascorre l'infanzia in Sicilia, ambiente di molte novelle. Dopo gli studi a Roma e a Bonn, pubblica nel 1902 Il turno e nel 1904 Il fu Mattia Pascal, romanzo che gli dà la notorietà. Il saggio L'umorismo esce nel 1908. Negli anni Venti si dedica al teatro, fondando nel 1925 il Teatro d'Arte a Roma con la collaborazione di registi come Virgilio Talli. Nel 1934 riceve il premio Nobel per la letteratura per l'audacia e l'ingegno con cui ha rinnovato la forma drammatica. Muore a Roma nel 1936.

Domande per ripassare

Perché Il fu Mattia Pascal è considerato il romanzo della crisi dell'io?

Perché il protagonista, creduto morto, assume una nuova identità che si rivela un'altra prigione. Mattia scopre che cambiare nome non cambia la condizione umana: ogni forma, anche liberamente scelta, fissa e imprigiona la vita. Il romanzo del 1904 anticipa così i temi della maschera e della frammentazione della personalità che Pirandello svilupperà nelle opere successive.

Che cosa significa teatro nel teatro?

È il dispositivo con cui Pirandello porta sulla scena il problema della creazione artistica. In Sei personaggi in cerca d'autore i personaggi interrompono le prove di una compagnia per rivendicare la propria storia; in Questa sera si recita a soggetto gli attori improvvisano sotto la direzione del Direttore. La realtà e la recitazione si mescolano, l'illusione teatrale si rompe e lo spettatore riflette sul confine tra vita e finzione.

In cosa consiste il sentimento del contrario?

È il nucleo della teoria dell'umorismo esposta da Pirandello nel 1908. Mentre il comico produce solo riso davanti a un contrasto apparente, l'umorismo nasce quando la riflessione rivela la sofferenza o l'assurdità nascoste dietro quell'apparenza. Il riso si trasforma in un sentimento opposto, di avversione e pietà: è questo rovesciamento a rendere i personaggi pirandelliani insieme comici e tragici.