mappa concettuale biodiversità
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La biodiversità è la varietà della vita sulla Terra a livello genetico, di specie e di ecosistemi. Questa mappa concettuale esplora i tre livelli principali, i metodi di misurazione come il numero di specie e gli indici di ricchezza, le cause della perdita di biodiversità legate alle attività umane e le strategie di conservazione, dalle aree protette agli accordi internazionali. Include anche i servizi ecosistemici che la biodiversità sostiene e il ruolo dei cambiamenti climatici.
I tre livelli della biodiversità
La biodiversità si articola su tre livelli gerarchici. La diversità genetica riguarda la variabilità del DNA all'interno di una stessa specie: popolazioni con bassa variabilità genetica sono più vulnerabili alle malattie e ai cambiamenti ambientali, come mostra il caso del ghepardo. La diversità di specie è il livello più noto e si riferisce al numero di specie diverse in un'area e alla loro abbondanza relativa. La diversità degli ecosistemi comprende la varietà di habitat, comunità e processi ecologici, come foreste, zone umide e barriere coralline. I tre livelli sono interdipendenti: la perdita di variabilità genetica può portare all'estinzione locale di una specie, che a sua volta altera l'ecosistema.
Perché la biodiversità non è distribuita uniformemente
La biodiversità varia enormemente sulla superficie terrestre. In generale, la ricchezza di specie diminuisce all'allontanarsi dall'equatore verso i poli, un pattern chiamato gradiente latitudinale. Le foreste pluviali tropicali e le barriere coralline ospitano concentrazioni eccezionali di specie, mentre gli ambienti polari e desertici ne contano molte meno. Le isole meritano un'attenzione particolare: l'isolamento favorisce l'evoluzione di specie endemiche, presenti solo in quel luogo, ma le rende anche molto vulnerabili alle specie introdotte dall'uomo. Le cosiddette hotspot di biodiversità sono aree con elevato endemismo e forte perdita di habitat, priorità per la conservazione.
Le cause della perdita di biodiversità
La perdita di biodiversità attuale è attribuita principalmente alle attività umane. La conversione di habitat naturali in terreni agricoli e aree urbane è considerata la causa principale del declino delle specie terrestri. Il sovrasfruttamento, come la pesca eccessiva, colpisce soprattutto gli ambienti marini. Le specie aliene invasive possono competere con o predare le specie native, come nel caso del rospo gigante in Australia. I cambiamenti climatici spostano gli areali di distribuzione e alterano i tempi degli eventi biologici, come la fioritura. È importante notare che le estinzioni sono un processo naturale, ma il tasso attuale è molto più elevato di quello di fondo.
Strategie di conservazione
La conservazione si divide in due approcci complementari. La conservazione in situ protegge le specie nel loro habitat naturale, tramite parchi nazionali, riserve e corridoi ecologici che collegano frammenti di habitat isolati. La conservazione ex situ preserva le specie fuori dal loro ambiente, con banche dei semi, giardini botanici, zoo e programmi di riproduzione in cattività, come quelli che hanno permesso il recupero del condor della California. A livello internazionale, la Convenzione sulla diversità biologica, firmata a Rio de Janeiro nel 1992, coordina le politiche globali. La scelta della strategia dipende dallo stato della specie e dalle risorse disponibili.
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Domande per ripassare
Qual è la differenza tra biodiversità genetica e biodiversità di specie?
La biodiversità genetica è la variabilità del DNA all'interno di una popolazione o specie, mentre la biodiversità di specie riguarda il numero e l'abbondanza di specie diverse in un'area. Una specie può essere comune ma avere poca variabilità genetica, come il ghepardo, rendendola comunque vulnerabile.
Cosa sono le hotspot di biodiversità?
Le hotspot sono aree con elevata concentrazione di specie endemiche, cioè presenti solo lì, che hanno subito una forte perdita di habitat. Sono considerate priorità per la conservazione perché proteggere una piccola area può salvare molte specie uniche.
Perché la conservazione ex situ non sostituisce quella in situ?
La conservazione ex situ, come banche dei semi e zoo, preserva le specie fuori dal loro habitat, ma non mantiene i processi ecologici e le interazioni con altre specie. Solo la conservazione in situ permette alle popolazioni di evolversi naturalmente nel loro ambiente, quindi i due approcci sono complementari.