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I metalli di transizione sono gli elementi del blocco d della tavola periodica, dal gruppo 3 al gruppo 12, caratterizzati da elettroni d parzialmente riempiti. Questa risorsa spiega le loro configurazioni elettroniche, gli stati di ossidazione multipli, la formazione di complessi con leganti, il colore dei composti dovuto alle transizioni elettroniche e il ruolo catalitico in processi industriali come l'haber-bosch e l'idrogenazione.

Perché hanno stati di ossidazione multipli
A differenza dei metalli alcalini, che formano quasi sempre un solo catione, i metalli di transizione possono perdere numeri diversi di elettroni perché gli orbitali 4s e 3d hanno energie simili. Il manganese, ad esempio, mostra stati di ossidazione da +2 a +7: il Mn2+ è stabile in soluzione acquosa, mentre il permanganato MnO4- con manganese +7 è un forte ossidante usato nelle titolazioni redox. Gli stati più alti diventano più comuni scendendo lungo un gruppo, perché gli elettroni d esterni sono meno legati. Questa variabilità spiega anche il ruolo di questi metalli nelle reazioni redox biologiche e industriali.

Complessi e colore dei composti
In soluzione i metalli di transizione formano ioni complessi, in cui ligandi come l'acqua o l'ammoniaca donano coppie elettroniche al metallo centrale. In un campo ottaedrico i cinque orbitali d si dividono in due insiemi di energia diversa: la differenza energetica corrisponde spesso a luce visibile, che viene assorbita, e il colore osservato è la luce trasmessa complementare. Il solfato di rame pentaidrato appare azzurro, ma con ammoniaca forma il complesso tetraamminrame(II), di un azzurro più intenso. Lo zinco, con orbitali d pieni, non presenta transizioni d-d e i suoi composti sono incolori.

Catalisi industriale
Molti processi industriali si affidano a metalli di transizione come catalizzatori eterogenei o omogenei. Nel processo haber-bosch il ferro facilita la sintesi dell'ammoniaca da azoto e idrogeno, fornendo superfici su cui le molecole si adsorbono e i legami si indeboliscono. Il nichel catalizza l'idrogenazione degli oli vegetali, il platino e il rodio nei convertitori catalitici trasformano i gas di scarico in sostanze meno tossiche, e il vanadio pentossido serve nella produzione dell'acido solforico. La capacità di alternare stati di ossidazione permette a questi metalli di cedere e riprendere elettroni senza consumarsi.

Domande per ripassare

Perché cromo e rame hanno configurazioni elettroniche anomale?

Il cromo è [Ar]3d5 4s1 e il rame è [Ar]3d10 4s1 invece di avere gli orbitali 4s pieni. Queste configurazioni sono più stabili perché un orbital d semipieno o pieno riduce le repulsioni e aumenta lo scambio energetico favorevole tra gli elettroni d.

Qual è la differenza tra un metallo di transizione vero e proprio e lo zinco?

Lo zinco, come lo scandio in senso stretto, ha un solo stato di ossidazione comune e, nello ione Zn2+, gli orbitali d sono pieni: non forma quindi composti colorati né complessi tipici. Per questo molti testi lo escludono dai metalli di transizione veri e propri, pur collocandolo nel blocco d.

Perché i complessi del rame(II) sono azzurri?

Lo ione Cu2+ ha una configurazione d9: gli elettroni possono assorbire fotoni della luce visibile passando tra orbitali d di energia diversa, suddivisi dal campo dei ligandi. La luce assorbita viene sottratta dallo spettro visibile e il complesso appare del colore complementare, tipicamente azzurro.