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I modelli di uso del suolo urbano sono schemi teorici che descrivono come si distribuiscono le funzioni urbane, dalla zona centrale alle periferie. Questo argomento esamina il modello concentrico di Burgess, il modello settoriale di Hoyt e il modello a nuclei multipli di Harris e Ullman, analizzando le logiche di localizzazione, il ruolo del suolo e dei trasporti e i limiti di ciascun schema quando applicato alle città europee contemporanee.

I tre modelli classici a confronto
Il modello concentrico di Burgess, pubblicato nel 1925, organizza la città in anelli attorno al centro degli affari, con la zona di transizione subito fuori. Hoyt, nel 1939, osservò che le attività si sviluppano piuttosto lungo assi di trasporto, formando settori o wedge che si estendono dal centro. Harris e Ullman, nel 1945, proposero infine una città a nuclei multipli, con più poli funzionali specializzati. I tre schemi non si escludono: descrivono forze diverse, rispettivamente la competizione per il suolo, l'effetto delle infrastrutture e la specializzazione delle attività.

Perché i modelli funzionano male in Europa
I modelli classici furono elaborati osservando città statunitensi in rapida crescita, con suolo abbondante e mercato immobiliare poco regolamentato. Le città europee presentano centri storici densi che restano residenziali e prestigiosi, periferie spesso pianificate pubblicamente e una forte presenza dello Stato nella pianificazione. Inoltre la suburbanizzazione recente, con centri commerciali e poli direzionali in periferia, rovescia la logica del CBD come unico nucleo attrattore. Per questo gli studiosi usano i modelli come punti di partenza concettuali, non come descrizioni letterali della città reale.

Il ruolo del suolo e dei trasporti
La logica comune ai tre modelli è la competizione per il suolo: le attività capaci di pagare gli affitti più alti si localizzano dove l'accessibilità è massima, di norma al centro. Il miglioramento dei trasporti, dai tram alle automobili, ha permesso alle residenze di allontanarsi dal luogo di lavoro, estendendo l'area urbanizzata. Le infrastrutture creano così corridoi di sviluppo, come descrive Hoyt. Oggi anche la pianificazione pubblica, i vincoli edilizi e le politiche di rigenerazione delle aree dismesse orientano la distribuzione delle funzioni, riducendo il peso del solo mercato.

Domande per ripassare

Qual è la differenza principale tra il modello di Burgess e quello di Hoyt?

Burgess organizza la città in anelli concentrici attorno al centro, mentre Hoyt sostiene che le attività si sviluppino in settori lungo le vie di comunicazione e le ferrovie, formando wedge che si estendono dal centro verso l'esterno.

Cosa intende Harris e Ullman con nuclei multipli?

Nel loro modello del 1945 la città non gravita attorno a un unico centro degli affari, ma si organizza in più poli funzionali specializzati, come distretti industriali, universitari o commerciali, ciascuno con la propria area di attrazione.

Perché i modelli classici si applicano con difficoltà alle città europee?

Perché furono elaborati su città statunitensi con mercato del suolo poco regolamentato, mentre le città europee hanno centri storici residenziali, forte pianificazione pubblica e periferie spesso progettate dallo Stato, elementi che i modelli non prevedono.