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Lo stato di diritto è un modello di organizzazione del potere pubblico in cui anche lo Stato è vincolato alle norme giuridiche. La mappa illustra i principi fondamentali, la separazione dei poteri, la gerarchia delle fonti, il controllo di costituzionalità e la tutela dei diritti, con riferimenti ai sistemi italiano ed europeo.

Che cosa significa stato di diritto
Lo stato di diritto indica un ordinamento in cui il potere pubblico è esercitato secondo le norme giuridiche e non in modo arbitrario. Nessuno, compresi governanti e funzionari, è al di sopra della legge. Il concetto si sviluppa storicamente con il costituzionalismo moderno: in Inghilterra la Bill of Rights del 1689 limita il potere del sovrano, mentre in Italia la Costituzione del 1948 ne fa un principio centrale. Il termine tedesco Rechtsstaat e quello francese État de droit esprimono la medesima idea con sfumature diverse: il primo insiste sulla legalità formale, il secondo sui diritti fondamentali come limite sostanziale al potere.

Separazione dei poteri e controlli reciproci
La separazione dei poteri, teorizzata da Montesquieu ne Lo spirito delle leggi del 1748, distingue funzione legislativa, esecutiva e giudiziaria. Nell'ordinamento italiano il Parlamento approva le leggi, il Governo le attua e la magistratura giudica le controversie. L'equilibrio non è statico: il Presidente della Repubblica scioglie le Camere in casi previsti dalla Costituzione, la Corte costituzionale controlla le leggi e il popolo esercita sovranità anche con referendum e elezioni. Questo sistema di controlli reciproci impedisce la concentrazione del potere in un unico organo, condizione tipica degli stati autoritari.

Il controllo di costituzionalità in Italia
In Italia il giudice comune che rileva una norma di legge in contrasto con la Costituzione non può disapplicarla direttamente: deve sollevare una questione di legittimità costituzionale davanti alla Corte costituzionale, che può dichiarare l'illegittimità della norma. La sentenza che annulla la norma ha efficacia retroattiva erga omnes, cioè vale per tutti. Questo modello, introdotto con la Costituzione del 1948 e operativo dal 1956, si distingue dal controllo diffuso statunitense, in cui ogni giudice può disapplicare la norma incostituzionale nel caso concreto.

Lo stato di diritto nell'Unione europea
L'articolo 2 del Trattato sull'Unione europea indica lo stato di diritto tra i valori fondanti dell'Unione, insieme a democrazia e rispetto dei diritti umani. La Commissione europea può avviare procedure di infrazione contro Stati membri che violano il diritto dell'Unione, e il Consiglio può attivare una procedura di sanzione in caso di violazione grave e persistente dei valori dell'articolo 2. La Corte di giustizia dell'Unione europea e la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo vigilano, con competenze diverse, sul rispetto dei diritti fondamentali negli Stati membri.

Domande per ripassare

Qual è la differenza tra stato di diritto e stato autoritario?

Nello stato di diritto anche il potere pubblico è vincolato alle norme giuridiche e i cittadini godono di diritti tutelati da giudici indipendenti. Nello stato autoritario il potere si concentra in un organo o in una persona, le leggi servono a realizzare la volontà del regime e i diritti possono essere limitati o soppressi senza garanzie effettive.

Perché in Italia il giudice comune non può disapplicare una legge incostituzionale?

Il modello italiano prevede un controllo accentrato: solo la Corte costituzionale può annullare una norma di legge per illegittimità costituzionale. Il giudice comune, se ritiene la norma in contrasto con la Costituzione, deve sollevare una questione di legittimità e sospendere il giudizio in attesa della decisione della Corte.

Che ruolo ha la CEDH rispetto allo stato di diritto?

La Convenzione europea dei diritti dell'uomo, firmata a Roma nel 1950, impegna gli Stati firmatari a garantire diritti fondamentali come il giusto processo. La Corte di Strasburgo giudica i ricorsi di persone che ritengono violati i propri diritti da uno Stato contraente, ma non fa parte dell'Unione europea: è un sistema distinto, che copre un numero maggiore di Paesi.