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Il testo narrativo racconta una storia attraverso eventi collegati da rapporti temporali e causali, resi da un narratore che organizza il racconto. La mappa illustra la distinzione tra fabula e intreccio, la struttura in sequenze, i tipi di narratore, i personaggi e le coordinate di tempo e spazio. Utile per studenti di lettere che affrontano l'analisi dei testi narrativi e la loro composizione.
Fabula e intreccio: una distinzione fondamentale
La distinzione tra fabula e intreccio risale agli studi di narratologia del Novecento, in particolare ai lavori dei formalisti russi e di Gérard Genette. La fabula è la storia così com'è accaduta, disposta in ordine cronologico e logico; l'intreccio è il modo in cui il narratore presenta quegli eventi nel testo, che può iniziare dal finale, inserire analessi o prolessi, oppure alternare più filoni. Un esempio celebre è l'apertura in medias res dell'Odissea, che comincia dagli eventi di Tenaro e riprende poi la cronologia attraverso il racconto di Ulisse alla corte dei Feaci. Riconoscere questa differenza aiuta a capire gli effetti di suspense e curiosità costruiti dall'autore.
Il narratore e il punto di vista
Il narratore non coincide con l'autore: è una voce testuale che organizza il racconto. Quando narra in prima persona, il narratore è un personaggio interno, con una prospettiva necessariamente limitata; in terza persona può essere esterno, e se omnisciente conosce pensieri e passato dei personaggi. Genette distingue inoltre il fuoco narrativo: zero (onnisciente), interno (attraverso un personaggio) ed esterno (solo ciò che è osservabile). Il narratore non affidabile, frequente nella narrativa moderna, offre una versione distorta o parziale dei fatti, costringendo il lettore a una lettura critica. Analizzare il punto di vista significa chiedersi chi guarda e chi parla.
Personaggi e loro costruzione
I personaggi si caratterizzano in modo diretto, quando il testo ne descrive aspetto e carattere, oppure indiretto, quando emergono da dialoghi, azioni e giudizi di altri personaggi. Il critico E. M. Forster propose una celebre opposizione tra personaggi tondi, complessi e capaci di cambiamento, e personaggi piatti, costruiti su un tratto dominante e privi di evoluzione. Nei romanzi di formazione, come quelli di Goethe o di Dickens, la crescita del protagonista è il motore stesso della trama. Nell'analisi è utile distinguere il ruolo narrativo (protagonista, antagonista, aiutante) dalla profondità psicologica del personaggio.
Tempo della storia e tempo del racconto
La narratologia distingue il tempo della storia, cioè la durata fittizia degli eventi, dal tempo del racconto, ossia lo spazio testuale dedicato a ciascun episodio. Quando il racconto tace su un periodo, si ha un'ellissi; se riassume rapidamente, un sommario; se si sofferma su dettagli senza far avanzare l'azione, una pausa; quando il tempo narrativo e quello della storia coincidono, come nei dialoghi, si ha la scena. Anche lo spazio non è neutro: l'ambientazione può essere realistica, come il Parigi di Hugo, oppure simbolica, capace di esprimere stati d'animo e temi dell'opera.
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Domande per ripassare
Qual è la differenza tra fabula e intreccio?
La fabula è l'insieme degli eventi disposti nel loro ordine cronologico e logico; l'intreccio è l'ordine con cui il narratore li presenta nel testo, che può includere analessi, prolessi o inizi in medias res. La fabula appartiene alla storia, l'intreccio alla costruzione testuale del racconto.
Come si riconosce un narratore non affidabile?
Un narratore non affidabile offre una versione dei fatti parziale, distorta o in contraddizione con altri elementi del testo. Il lettore rileva incongruenze tra ciò che il narratore afferma e ciò che il racconto lascia intravedere, e deve quindi ricostruire una lettura critica oltre la prospettiva del narratore stesso.
Cosa sono le sequenze narrative e a cosa servono?
Le sequenze sono le unità minime del testo narrativo, ciascuna con un senso compiuto, e possono essere narrative, descrittive o dialogate. La loro somma forma episodi e capitoli. Analizzarle aiuta a costruire schemi e riassunti, perché permette di individuare la funzione di ogni parte nella trama complessiva.