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La Comune di Parigi fu il governo rivoluzionario che controllò Parigi dal marzo al maggio 1871, dopo la sconfitta francese nella guerra franco-prussiana. Nata dal rifiuto dei parigini di accettare il disarmo della Guardia nazionale, introdusse misure sociali e democratiche innovative prima di essere schiacciata durante la Settimana di sangue. La mappa organizza cause, svolte, riforme e conseguenze di questo evento chiave per la storia del movimento operaio europeo.

Cause e inizio della Comune
La Comune nacque dall'incrocio di tre crisi: la disfatta militare contro la Prussia, l'assedio di Parigi con fame e miseria, e la sfiducia verso un governo percepito come monarchico e capitolante. Quando l'Assemblea nazionale di Versailles decise di disarmare la Guardia nazionale, i parigini resistettero: il tentativo di requisire i cannoni a Montmartre fallì e l'insurrezione si estese. Le elezioni comunali del 26 marzo 1871 diedero vita a un Consiglio della Comune, che si presentava come governo municipale democratico, con mandato revocabile e stipendi vicini al salario operaio.

Le riforme della Comune
In poco più di due mesi la Comune approvò misure notevoli per l'epoca: separazione tra Chiesa e Stato, laicizzazione dell'istruzione, abolizione dell'esercito permanente sostituito dalla Guardia nazionale, e gestione operaia di alcune fabbriche abbandonate dai proprietari fuggiti. Furono introdotti il salario minimo nelle panetterie e la limitazione del lavoro notturno. Molte riforme restarono incompiute per la brevità dell'esperienza e le condizioni di guerra; gli storici sottolineano che la pratica reale fu spesso più caotica dei principi dichiarati, con correnti politiche diverse in conflitto interno.

La repressione e le conseguenze
A fine maggio 1871 le truppe di Versailles entrarono a Parigi: la cosiddetta Settimana di sangue vide combattimenti di strada, barricate e esecuzioni di massa, seguite da processi, deportazioni in Nuova Caledonia e migliaia di morti, con bilanci ancora dibattuti dagli storici. La repressione indebolì il movimento operaio francese per anni, ma la Comune divenne un riferimento simbolico. Karl Marx la analizzò ne La guerra civile in Francia, vedendola come prima forma di Stato operaio, mentre altri, come i proudhoniani, ne sottolineavano l'aspetto federale e municipale.

Memoria e dibattito storiografico
L'interpretazione della Comune resta oggetto di discussione: per alcuni fu una rivolta repubblicana e municipale, per altri la prima esperienza di autogoverno operaio. Figure come Louise Michel, deportata e poi amnistiata, divennero simboli della memoria comunarda, alimentando tradizioni socialiste e anarchiche in Francia e in Europa. Lo studio dell'evento richiede di distinguere i fatti documentati, come le riforme approvate e la repressione, dalle letture politiche successive, che spesso hanno proiettato sulla Comune significati propri di movimenti posteriori.

Domande per ripassare

Quando durò la Comune di Parigi e come nacque?

Durò da marzo a maggio 1871. Nacque dopo la sconfitta francese nella guerra franco-prussiana, quando il governo di Versailles tentò di disarmare la Guardia nazionale e i parigini si insorsero, eleggendo il 26 marzo un Consiglio della Comune come governo municipale.

Quali furono le principali riforme approvate dalla Comune?

Tra le misure più note: la separazione tra Chiesa e Stato, la laicizzazione della scuola, la sostituzione dell'esercito permanente con la Guardia nazionale, il controllo operaio su alcune fabbriche abbandonate e il salario minimo nelle panetterie. Molte riforme restarono incompiute per la breve durata dell'esperienza.

Che cosa fu la Settimana di sangue?

Fu la repressione finale della Comune, a fine maggio 1871, quando le truppe di Versailles riconquistarono Parigi con combattimenti di strada ed esecuzioni di massa. Seguirono processi e deportazioni, come quella di Louise Michel in Nuova Caledonia; il numero esatto delle vittime è ancora discusso dagli storici.