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L'elasticità misura la sensibilità di una variabile economica alle variazioni di un'altra, in particolare come quantità domandate o offerte reagiscono a cambiamenti di prezzo o di reddito. È un concetto centrale della microeconomia: spiega perché un'imposta grava più su una parte del mercato, perché le imprese scontano alcuni beni e come i consumatori modificano le scelte quando i prezzi o i redditi cambiano.

Elasticità della domanda al prezzo
L'elasticità della domanda al prezzo misura di quanto cambia la quantità domandata quando il prezzo varia dell'uno per cento. Si distingue tra domanda elastica, quando la quantità reagisce più che proporzionalmente, e domanda anelastica, quando reagisce meno. I farmaci salvavita o il pane tendono ad essere anelastici, mentre i viaggi turistici o i beni con molti sostituti sono elastici. Un'importante qualificazione: l'elasticità non è costante lungo tutta la curva di domanda, ma varia da punto a punto, quindi ha senso parlare di elasticità in un intervallo o in un punto specifico, non della curva nel suo complesso.

Elasticità e ricavo totale
Per un'impresa la distinzione tra domanda elastica e anelastica è decisiva. Quando la domanda è elastica, una riduzione del prezzo aumenta il ricavo totale, perché la quantità venduta cresce più che proporzionalmente rispetto alla perdita di prezzo unitario. Quando la domanda è anelastica, invece, un aumento del prezzo fa crescere il ricavo totale, poiché i consumatori riducono poco gli acquisti. Con domanda a elasticità unitaria il ricavo totale resta invariato al variare del prezzo. Questo meccanismo spiega pratiche come gli sconti sui biglietti aerei nei periodi di bassa domanda e la relativa stabilità dei prezzi dei beni di prima necessità.

Elasticità e incidenza delle imposte
Quando lo Stato introduce un'imposta su un bene, il peso effettivo ricade su consumatori e produttori in proporzione alle rispettive elasticità. Se la domanda è più anelastica dell'offerta, i consumatori sopportano la quota maggiore dell'onere, perché continuano ad acquistare nonostante il prezzo più alto. Se invece l'offerta è rigida rispetto alla domanda, sono i produttori ad assorbire la maggior parte dell'imposta. Un caso tipico è il tabacco: la domanda è molto anelastica, quindi le accise gravano soprattutto sui fumatori, con effetti ridotti sulla quantità consumata nel breve periodo.

Il ruolo del tempo
L'elasticità dipende fortemente dall'orizzonte temporale considerato. Nel breve periodo consumatori e produttori hanno poche possibilità di adattarsi: chi usa l'auto ogni giorno non può cambiare rapidamente abitudini o mezzi, quindi la domanda di carburante è anelastica. Nel lungo periodo, invece, le persone possono acquistare veicoli più efficienti, spostarsi o cambiare residenza, e la domanda diventa più elastica. Lo stesso vale per l'offerta: le imprese possono ampliare gli impianti o entrare nel mercato solo con tempo. Per questo gli economisti distinguono sempre elasticità di breve e di lungo periodo.

Domande per ripassare

Perché l'elasticità si esprime con variazioni percentuali?

Le percentuali rendono la misura indipendente dalle unità di misura: si può confrontare la reattività della domanda di benzina espressa in litri con quella di grano espressa in quintali. Inoltre il risultato è un numero puro, facilmente interpretabile: un valore di 2 significa che la quantità varia del due per cento per ogni variazione dell'uno per cento del prezzo.

Che differenza c'è tra beni normali e beni inferiori?

Si distingue in base all'elasticità della domanda al reddito. I beni normali hanno elasticità positiva: quando il reddito cresce, la quantità domandata aumenta. I beni inferiori hanno elasticità negativa: all'aumentare del reddito i consumatori li abbandonano in favore di alternative considerate migliori, come accade per alcuni prodotti alimentari a basso costo sostituiti da marche più costose.

Perché i prodotti agricoli hanno spesso prezzi molto volatili?

Perché la domanda di cibo è complessivamente anelastica: le persone non mangiano molto di più quando i prezzi scendono. Piccole variazioni dell'offerta, ad esempio dovute a raccolti eccezionali o sfavorevoli, producono quindi forti oscillazioni dei prezzi, poiché la quantità domandata non si adatta rapidamente alle variazioni della disponibilità del prodotto.