forme di deposizione costiera mappa concettuale
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La mappa illustra le forme di deposizione costiera, cioè i rilievi creati dall'accumulo di sedimenti trasportati da onde, correnti e vento. La deriva litoranea sposta sabbia e ghiaia lungo la costa, generando spiagge, cordoni, frecce sabbiose, tomboli e lagune. Lo schema distingue le forme legate all'energia del moto ondoso da quelle costruite dal vento e presenta esempi europei, come le lagune venete e le frecce sabbiose delle coste atlantiche, utili per lo studio della geografia fisica.
Come agisce la deriva litoranea
La deriva litoranea nasce quando le onde arrivano alla costa con un angolo obliquo: la risacca (swash) spinge i sedimenti in diagonale verso la spiaggia, mentre il riflusso (backwash) li riporta verticalmente verso il mare. Il risultato è un trasporto progressivo di sabbia e ghiaia lungo il litorale, in una direzione determinata dai venti dominanti. Dove la linea di costa cambia direzione o la corrente perde energia, i sedimenti si depositano e le forme di accumulo cominciano a crescere. Questo meccanismo spiega perché spiagge, spit e cordoni litoranei si sviluppano in punti precisi e perché un ostacolo artificiale, come un molo, può impoverire la spiaggia situata a valle della deriva.
Distinguere spit, cordoni e tomboli
Queste tre forme nascono dalla stessa deriva litoranea ma in contesti diversi. La spit è una lingua sabbiosa che resta attaccata alla terraferma e si allunga in mare, spesso con l'estremità curvata dai venti e dalle onde; se cresce fino a chiudere quasi completamente una baia si parla di baia a perimetro sabbioso. Il cordone litoraneo è invece una barriera parallela alla costa, che separa una laguna dal mare aperto. Il tombolo si forma quando l'accumulo collega la terraferma a un'isola, perché le onde si diffraggono attorno all'isola e perdono energia nella zona retrostante, favorendo il deposito di sedimenti. Riconoscere il contesto, più della forma, permette di classificare correttamente ciascuna struttura.
Lagune e dune: ambienti in equilibrio fragile
Le lagune si formano quando un cordone litoraneo separa una porzione di mare costiero, creando un bacino con acque salmastre, mosse dalle maree e dagli apporti dei fiumi. La laguna di Venezia è l'esempio italiano più noto: la sua esistenza dipende dagli equilibri tra sedimenti, correnti di marea e subsidenza del terreno. Le dune costiere, invece, sono costruite dal vento, che preleva sabbia dalla spiaggia e la accumula nell'entroterra; la vegetazione psammofila, come gli agropyron e le ginestre, fissa i sedimenti con le radici. Entrambi gli ambienti sono fragili: le dune si erodono facilmente se calpestate, mentre le lagune sono esposte all'innalzamento del livello del mare e alla riduzione degli apporti sedimentari fluviali.
Evoluzione naturale e interventi umani
Le forme di deposizione non sono stabili: crescono, migrano e possono essere distrutte quando cambiano l'energia delle onde, la disponibilità di sedimenti o il livello del mare. Le attività umane hanno aggiunto un fattore potente: la costruzione di dighe sui fiumi riduce i sedimenti che arrivano alla costa, mentre moli e pennelli interrompono la deriva litoranea, accumulando sabbia a monte e aggravando l'erosione a valle. Le difese cosiddette morbide, come il ripascimento di spiagge e la protezione delle dune con passerelle e recinzioni, cercano di lavorare con i processi naturali invece di contrastarli. Studiare queste interazioni aiuta a capire perché molte coste europee, dal Mediterraneo al Mare del Nord, sono oggi in recessione.
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Domande per ripassare
Che differenza c'è tra una spit e un cordone litoraneo?
La spit è una lingua sabbiosa attaccata alla terraferma che si allunga in mare seguendo la deriva litoranea, spesso con la punta curvata dalle onde. Il cordone litoraneo è una barriera sabbiosa sviluppata parallelamente alla costa, che può chiudere alle spalle una laguna. La differenza sta nell'orientamento rispetto alla linea di costa e nel contesto di formazione.
Perché si forma un tombolo?
Quando le onde incontrano un'isola davanti alla costa si diffraggono attorno ad essa e perdono energia nella zona tra l'isola e la terraferma. In quell'area a bassa energia i sedimenti trasportati dalla deriva litoranea si depositano, costruendo un collegamento sabbioso che può diventare un vero e proprio ponte di dune, come nel caso del tombolo che unisce il promontorio dell'Argentario all'entroterra presso Orbetello.
In che modo le opere umane influenzano le forme di deposizione costiera?
Le dighe trattencono nei bacini fluviali gran parte dei sedimenti che un tempo alimentavano le spiagge, mentre moli e pennelli interrompono la deriva litoranea: la sabbia si accumula a monte dell'opera ma la spiaggia a valle resta priva di apporti e tende a erodersi. Per questo la gestione moderna privilegia soluzioni come il ripascimento e la protezione delle dune, che rispettano la dinamica naturale del litorale.