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Il fotoperiodismo è la risposta degli organismi, soprattutto delle piante, alla durata relativa di giorno e notte nell'arco delle 24 ore. Nelle piante regola la fioritura, la dormienza delle gemme e altri processi stagionali. La mappa illustra il meccanismo di percezione della luce tramite fitocromi, la distinzione tra piante di giorno corto e di giorno lungo, il ruolo della notte ininterrotta e gli esempi classici come tabacco, crisantemo e spinacio.
Come funziona il meccanismo
La foglia è l'organo che percepisce il fotoperiodo grazie ai fitocromi, recettori che si alternano tra due forme: una che assorbe la luce rossa e una la luce rosso lontano. La luce diurna converte gran parte dei fitocromi nella forma attiva, che poi degrada o torna alla forma iniziale durante la notte. In questo modo la pianta stima la lunghezza del buio. Il segnale percepito viene tradotto in un messaggio chimico, la florigene, che dal fogliamento raggiunge il meristema apicale e induce la trasformazione dei tessuti in fiori. Il meccanismo varia tra specie e non è identico in tutte le piante.
Perché conta la notte e non il giorno
Gli esperimenti classici hanno dimostrato che la durata di una notte ininterrotta è il fattore decisivo. Se una lunga notte di una pianta di giorno corto viene interrotta da un breve lampo di luce, la fioritura non avviene, come se la notte fosse stata breve. Al contrario, un giorno lungo spezzato dal buio non impedisce la fioritura delle piante di giorno lungo. Questo spiega perché nelle serre si controlla il buio con teli oscuranti per far fiorire i crisantemi in periodi non naturali, gestendo le ore di oscurità anziché la luce.
Classificazione ed esempi
Le piante di giorno corto, come il crisantemo e il riso, fioriscono quando la notte supera una durata critica, quindi in autunno o alla fine dell'estate. Le piante di giorno lungo, come lo spinacio e la lattuga, fioriscono quando la notte resta sotto la soglia critica, tipicamente in tarda primavera. Le piante di giorno neutro, come il pomodoro e il girasole, fioriscono indipendentemente dal fotoperiodo. Esistono anche categorie intermedie e piante che rispondono a combinazioni di giorni lunghi e corti, quindi la classificazione è utile ma non copre tutte le specie.
Fotoperiodismo e ambiente
La risposta fotoperiodica interagisce con altri segnali ambientali. La vernalizzazione, cioè l'esposizione prolungata al freddo, è necessaria in alcune piante prima che il fotoperiodo possa indurre la fioritura. La latitudine influenza la selezione varietale: le varietà coltivate a latitudini diverse devono rispondere al fotoperiodo locale per fiorire nel momento giusto. Il cambiamento climatico e la coltivazione in ambienti controllati stanno spingendo la ricerca a studiare come le piante adattano queste risposte, ma i meccanismi evolutivi sono ancora oggetto di studio.
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Domande per ripassare
Perché un lampo di luce notturno impedisce la fioritura nelle piante di giorno corto?
Perché la pianta misura la durata del buio ininterrotto, non quella del giorno. Il lampo interrompe la notte e la pianta la percepisce come breve, quindi la soglia critica di buio non viene raggiunta e la fioritura non parte.
Che ruolo hanno i fitocromi nel fotoperiodismo?
I fitocromi sono recettori presenti nelle foglie che si alternano tra due forme in base alla luce rossa e rosso lontano assorbita. Il loro stato alla fine della notte informa la pianta sulla lunghezza del buio, e questa informazione attiva la produzione del segnale floreale.
Tutte le piante dipendono dal fotoperiodo per fiorire?
No. Le piante di giorno neutro, come il pomodoro e il girasole, fioriscono indipendentemente dalla durata del giorno. Inoltre molte specie richiedono anche altri segnali, come la vernalizzazione o condizioni termiche adatte, prima di fiorire.