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L'autoimmunità si verifica quando il sistema immunitario perde la tolleranza verso i tessuti propri dell'organismo e attacca strutture self, generando infiammazione cronica e danno tissutale. Questa risorsa illustra i meccanismi di tolleranza centrale e periferica, i fattori che ne favoriscono la rottura, i principali meccanismi effettori e alcuni esempi di malattie autoimmuni come il diabete di tipo 1, la sclerosi multipla e il lupus eritematoso sistemico.

Tolleranza centrale e periferica
La tolleranza centrale si sviluppa negli organi linfoidi primari: nel timo i linfociti T che riconoscono con forte affinità gli antigeni self vengono eliminati per apoptosi, un processo chiamato selezione negativa. Nel midollo osseo avviene un processo analogo per i linfociti B. Tuttavia alcuni antigeni non sono presenti in questi organi, quindi serve anche la tolleranza periferica: i linfociti autoreattivi che sfuggono alla selezione possono diventare anergici, essere eliminati o essere soppressi dalle cellule T regolatrici, che producono citochine inibitorie come l'IL-10 e il TGF-beta. La rottura di uno di questi livelli di controllo può aprire la strada alle malattie autoimmuni.

Mimetismo molecolare e inneschi ambientali
Il mimetismo molecolare è un meccanismo proposto per spiegare l'insorgenza di alcune malattie autoimmuni dopo infezioni: se un antigene microbico assomiglia a un antigene self, la risposta immunitaria contro il patogeno può attaccare anche i tessuti propri. Un esempio spesso citato è la febbre reumatica, in cui anticorpi contro lo streptococco beta-emolitico di gruppo A possono reagire con tessuti cardiaci. Va però precisato che il mimetismo molecolare è una spiegazione plausibile per alcuni casi, non una causa universale: fattori genetici, ormonali e ambientali contribuiscono insieme, e in molte malattie l'innesco resta sconosciuto.

Organo-specifiche e sistemiche
Le malattie autoimmuni si distinguono tradizionalmente in organo-specifiche e sistemiche. Le prime colpiscono un singolo tessuto o organo: nel diabete di tipo 1 il sistema immunitario distrugge le cellule beta delle isole di Langerhans nel pancreas, mentre nella tiroidite di Hashimoto il bersaglio è la tiroide. Le malattie sistemiche, come il lupus eritematoso sistemico e l'artrite reumatoide, coinvolgono invece più organi e sono spesso caratterizzate da autoanticorpi contro antigeni nucleari o da immunocomplessi che si depositano nei tessuti. Questa classificazione è utile a fini didattici, anche se alcuni quadri clinici presentano caratteristiche intermedie.

Diagnosi e approccio terapeutico
La diagnosi delle malattie autoimmuni si basa su un insieme di elementi: quadro clinico, dosaggio degli autoanticorpi specifici, markers di infiammazione come la proteina C reattiva e la velocità di eritrosedimentazione, e talvolta biopsie tissutali. È importante ricordare che la presenza isolata di autoanticorpi non basta a diagnosticare una malattia autoimmune, perché possono comparire anche in soggetti sani. Le terapie comprendono immunosoppressori, corticosteroidi e, più di recente, farmaci biologici che mirano a citochine specifiche come il TNF-alfa. La gestione è cronica e personalizzata, e richiede un monitoraggio continuo dell'attività di malattia.

Domande per ripassare

Che differenza c'è tra tolleranza centrale e tolleranza periferica?

La tolleranza centrale si sviluppa negli organi linfoidi primari, timo e midollo osseo, dove i linfociti fortemente autoreattivi vengono eliminati. La tolleranza periferica agisce invece nei tessuti e nei linfonodi, mediante anergia, delezione e soppressione da parte delle cellule T regolatrici, e controlla i linfociti autoreattivi che sfuggono alla selezione centrale.

Perché le malattie autoimmuni colpiscono più spesso le donne?

La prevalenza femminile è un dato ben documentato, attribuito in parte agli ormoni sessuali come gli estrogeni, che modulano la risposta immunitaria, e in parte a fattori genetici legati al cromosoma X. Tuttavia il meccanismo non è del tutto chiarito e l'entità dello squilibrio varia a seconda della malattia specifica.

La presenza di autoanticorpi significa avere una malattia autoimmune?

No. Autoanticorpi possono essere rilevati anche in persone sane e la loro presenza aumenta con l'età. La diagnosi richiede la correlazione con sintomi clinici, altri esami di laboratorio e talvolta dati istologici, perché un singolo marker non è sufficiente a confermare la malattia.