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Il mercato unico europeo è lo spazio economico in cui circolano liberamente merci, servizi, capitali e persone tra gli Stati membri dell'Unione europea. Istituito con l'Atto unico europeo entrato in vigore nel 1987 e completato nel 1993, si fonda su regole comuni di concorrenza, armonizzazione tecnica e riconoscimento reciproco. Questa risorsa spiega i suoi pilastri giuridici, le istituzioni che lo governano, i benefici per cittadini e imprese e le criticità ancora aperte.

Dalla Comunità economica europea al mercato unico
Il mercato unico nasce da un'idea più antica: la Comunità economica europea del 1957 aveva già creato un'unione doganale, abolendo i dazi interni tra i Sei Stati fondatori. Tuttavia le barriere non tariffarie, come norme tecniche diverse e controlli alle frontiere, continuavano a frenare gli scambi. A metà degli anni Ottanta il Libro bianco della Commissione guidata da Jacques Delors elencò le misure necessarie per eliminare questi ostacoli, e l'Atto unico europeo del 1986 fissò la scadenza del 31 dicembre 1992 per il completamento del grande mercato interno, effettivamente avviato il 1° gennaio 1993.

Le quattro libertà in pratica
Le quattro libertà sono il cuore del mercato unico. Le merci circolano senza dazi e senza restrizioni quantitative, con il principio del riconoscimento reciproco affermato dalla sentenza Cassis de Dijon del 1979: un prodotto legalmente venduto in uno Stato membro non può essere escluso da un altro senza giustificazione. I servizi includono la libera prestazione e il diritto di stabilimento per le imprese. I capitali possono muoversi liberamente, con rari casi di deroga. Le persone possono lavorare, studiare e risiedere in altri Stati membri, diritto che riguarda anche i cittadini di Spagna, Italia, Francia e Germania senza permessi di lavoro.

Cosa non rientra nel mercato unico
Il mercato unico ha confini precisi. Alcuni settori sensibili restano in gran parte nazionali, come la sanità pubblica, l'istruzione e gran parte della fiscalità diretta, che richiede decisioni unanime. Anche i servizi pubblici di interesse generale seguono regole particolari. Inoltre Stati come la Norvegia partecipano allo Spazio economico europeo e quindi ad alcune libertà, ma non sono membri dell'Unione, mentre la Svizzera ha accordi bilaterali. Infine la libera circolazione delle persone va distinta dallo Spazio Schengen, che riguarda i controlli alle frontiere e include anche paesi non membri dell'UE.

Benefici e limiti per cittadini e imprese
Per i cittadini il mercato unico significa più scelta di prodotti, prezzi spesso più bassi grazie alla concorrenza e la possibilità di lavorare o studiare all'estero, come nel programma Erasmus. Per le imprese offre un mercato di centinaia di milioni di consumatori e la possibilità di standardizzare i prodotti per tutta l'Unione. Restano però attriti reali: le differenze nei sistemi fiscali, nelle procedure amministrative e nelle norme sui servizi rallentano l'integrazione, e la strategia del mercato unico si concentra oggi su ridurre queste barriere residue, soprattutto per le piccole e medie imprese.

Domande per ripassare

Qual è la differenza tra unione doganale e mercato unico?

L'unione doganale abolisce i dazi interni e adotta una tariffa esterna comune verso i paesi terzi, come fece la CEE dal 1968. Il mercato unico va oltre: garantisce la libera circolazione di merci, servizi, capitali e persone e armonizza o riconosce reciprocamente le norme tecniche, eliminando anche le barriere non tariffarie tra gli Stati membri.

Che ruolo ha avuto la sentenza Cassis de Dijon?

Con la sentenza del 1979 la Corte di giustizia stabilì che un prodotto, come il liquore tedesco Cassis de Dijon, legalmente commercializzato in uno Stato membro deve poter circolare negli altri, salvo giustificazioni imperative come la tutela della salute. Da qui nasce il principio di riconoscimento reciproco, pilastro del mercato unico.

Il mercato unico coincide con l'Unione europea?

No. Il mercato unico riguarda gli Stati membri dell'UE, ma si estende parzialmente anche a paesi terzi: quelli dello Spazio economico europeo, come Norvegia, Islanda e Liechtenstein, partecipano alle quattro libertà, e la Svizzera ha accordi bilaterali in materia. Viceversa, non tutti i territori dell'UE applicano pienamente le regole del mercato interno.