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L'oligopolio è una struttura di mercato in cui poche grandi imprese dominano l'offerta di un bene o servizio. Ogni impresa tiene conto delle reazioni dei concorrenti nelle proprie decisioni di prezzo e quantità, il che genera interazione strategica. La mappa esplora i modelli classici come il duopolio di Cournot e Bertrand, la teoria dei giochi, le barriere all'entrata e gli esempi tipici come automotive, telefonia e petrolio.

Interdipendenza strategica
La caratteristica distintiva dell'oligopolio è l'interdipendenza: ogni impresa, prima di fissare prezzo o quantità, deve prevedere come reagiranno i rivali. Se una riduce il prezzo, le altre possono seguire e annullare il vantaggio, oppure non muoversi e perdere quote di mercato. Questa logica rende i modelli di concorrenza perfetta e monopolio inadeguati e apre la strada alla teoria dei giochi. Nei mercati oligopolistici reali, come quello automobilistico europeo, le imprese spesso evitano guerre di prezzo aggressive e competono invece su qualità, pubblicità e innovazione, mantenendo margini più alti di quelli competitivi.

I modelli di Cournot e Bertrand
Antoine Augustin Cournot, nel 1838, propose un duopolio in cui le imprese scelgono simultaneamente le quantità da produrre; il prezzo si adegua sul mercato e l'equilibrio si colloca tra monopolio e concorrenza perfetta. Joseph Bertrand, nel 1883, criticò questo approccio assumendo che le imprese competano sui prezzi: con prodotti omogenei e costi simili, bastano due imprese per ottenere prezzi al livello competitivo. Il paradosso di Bertrand mostra quanto i risultati dipendano dall'ipotesi sulla variabile strategica. Heinrich von Stackelberg aggiunse poi la possibilità di un'impresa leader che si muove per prima, ottenendo un vantaggio sul follower.

Collusione e politica della concorrenza
Poche imprese hanno forte incentivo a colludere, agendo come un monopolio e dividendo i profitti. I cartelli espliciti sono vietati in Italia dalla legge n. 287 del 1990 e in Europa dagli articoli 101 e 102 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato indaga su intese, abusi di posizione dominante e fusioni lesive della concorrenza. Tuttavia la collusione tacita, in cui le imprese allineano i prezzi senza accordi formali, è difficile da provare: la teoria dei giochi spiega come la ripetizione degli incontri di mercato possa sostenere comportamenti cooperativi senza comunicazioni dirette.

Domande per ripassare

Qual è la differenza principale tra oligopolio e concorrenza monopolistica?

Nell'oligopolio poche imprese di grandi dimensioni si contendono il mercato e sono interdipendenti: le decisioni di ciascuna influenzano le altre. Nella concorrenza monopolistica invece molte imprese vendono prodotti differenziati, ma ciascuna è troppo piccola per influenzare i concorrenti, quindi l'interazione strategica è assente.

Perché il modello di Bertrand porta a un risultato così diverso da quello di Cournot?

Cournot assume che le imprese scelgano le quantità, e l'equilibrio prevede prezzi sopra il costo marginale e profitti positivi. Bertrand assume che scelgano i prezzi: con prodotti omogenei, ogni prezzo superiore al costo marginale viene aggredito dal rivale, quindi l'equilibrio coincide con la soluzione competitiva. La variabile strategica scelta cambia radicalmente l'esito.

Come può la teoria dei giochi spiegare la collusione tacita tra oligopolisti?

In un gioco ripetuto nel tempo, le imprese possono sostenere prezzi alti minacciando rappresaglie future contro chi taglia i prezzi: la perdita di profitti futuri scoraggia la deviazione. Questo equilibrio cooperativo non richiede accordi espliciti, che sarebbero illegali, ma dipende dalla stabilità del mercato, dalla trasparenza dei prezzi e da un orizzonte temporale lungo.