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L'unità d'Italia, o Risorgimento, fu il processo politico e militare che tra il 1815 e il 1871 portò alla nascita del Regno d'Italia. Dopo il Congresso di Vienna la penisola era frammentata in Stati spesso sotto influenza straniera. Attraverso moti rivoluzionari, guerre d'indipendenza e la diplomazia di figure come Cavour, Garibaldi e Vittorio Emanuele II, il Piemonte sabaudo guidò l'unificazione, completata con la presa di Roma nel 1870 e l'insediamento della capitale nel 1871.
Le vie all'unità: Mazzini, Cavour, Garibaldi
Gli storici distinguono tre progetti principali per l'unificazione. Mazzini proponeva una repubblica unitaria raggiunta con l'insurrezione popolare, ma i moti da lui ispirati fallirono ripetutamente. Cavour, presidente del Consiglio del Regno di Sardegna, puntava su una monarchia costituzionale e su alleanze internazionali, riuscendo a coinvolgere la Francia contro l'Austria nel 1859. Garibaldi, pur partendo da ideali mazziniani, agì con la spedizione dei Mille in funzione monarchica, consegnando i territori conquistati a Vittorio Emanuele II. La combinazione di diplomazia, guerra e azione rivoluzionaria rese possibile un risultato che nessuna singola strategia avrebbe ottenuto da sola.
La cronologia essenziale
Il Congresso di Vienna del 1815 restaurò gli antichi Stati e l'influenza austriaca. Le rivoluzioni del 1820-1821 e del 1831 furono represse, come quelle del 1848-1849, che avevano portato alla prima guerra d'indipendenza e alle repubbliche di Roma e Venezia. Il decennio di Cavour (1852-1861) preparò l'alleanza con Napoleone III e la seconda guerra d'indipendenza del 1859, che diede al Piemonte la Lombardia. Nel 1860 i Mille conquistarono il Sud e i plebisciti sancirono le annessioni. Nel 1861 nacque il Regno d'Italia; il Veneto arrivò nel 1866 e Roma nel 1870, con la capitale trasferita nel 1871.
Il ruolo delle potenze europee
L'unificazione non fu solo un fatto interno: dipese dall'equilibrio europeo. L'Austria, principale ostacolo, fu sconfitta militarmente nel 1859 e nel 1866, quando l'Italia si alleò con la Prussia. La Francia di Napoleone III sostenne il Piemonte a Plombières, ma poi firmò l'armistizio di Villafranca nel 1859 e nel 1860 ottenne Nizza e Savoia come compenso. La protezione francese a Roma ritardò la conquista della città fino al 1870, quando il crollo del Secondo Impero nella guerra franco-prussiana liberò le mani all'Italia. La Prussia, infine, favorì indirettamente il completamento dell'unità.
Limiti e questioni aperte dopo il 1861
L'Italia unita affrontava problemi enormi: il divario tra Nord industriale e Sud agrario, un analfabetismo molto diffuso, la scarsa diffusione della lingua italiana parlata e il peso fiscale della guerra. La questione meridionale emerse subito, con il brigantaggio e la dura repressione militare. La questione romana separava lo Stato dalla Chiesa: il papa si considerava prigioniero e i cattolici furono a lungo invitati a non partecipare alla vita politica. Il diritto di voto, basato sul censo, restava limitato a una piccola minoranza, il che spiega perché molti storici parlano di un'unità incompiuta sul piano sociale.
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Domande per ripassare
Perché la spedizione dei Mille fu decisiva per l'unità d'Italia?
Perché Garibaldi conquistò rapidamente il Regno delle Due Sicilie nel 1860, territorio che il Piemonte non poteva vincere militarmente da solo. L'incontro di Teano e i plebisciti di annessione trasferirono il Sud al Regno di Sardegna, permettendo la proclamazione del Regno d'Italia nel marzo 1861.
Che differenza c'è tra il progetto di Mazzini e quello di Cavour?
Mazzini voleva una repubblica unitaria ottenuta con l'insurrezione popolare, mentre Cavour puntava a una monarchia costituzionale guidata dal Piemonte sabaudo, usando la diplomazia e alleanze internazionali. La soluzione attuale fu monarchica, per via cavouriana, ma con il contributo rivoluzionario di Garibaldi.
Quando e come Roma divenne capitale d'Italia?
Roma fu conquistata il 20 settembre 1870, dopo il ritiro delle guarnigioni francesi causato dalla guerra franco-prussiana, e divenne ufficialmente capitale nel 1871, sostituendo Torino, Firenze e la precedente sede del governo. La questione romana con la Santa Sede rimase aperta fino ai Patti Lateranensi del 1929.