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L'epicureismo è la scuola filosofica fondata da Epicuro ad Atene nel IV secolo a.C. Insegna che la felicità consiste nel piacere inteso come assenza di dolore nel corpo e di turbamento nell'anima. Basandosi sull'atomismo di Democrito, spiega l'universo senza interventi divini e propone un etica moderata in cui i piaceri naturali e necessari bastano a una vita serena, sostenuta dall'amicizia.

Il tetrafarmaco di Epicuro
Il tetrafarmaco, o quadruplo rimedio, riassume in quattro formule la terapia dell'anima proposta da Epicuro. Non bisogna temere gli dèi, perché non interferiscono con gli uomini; non bisogna temere la morte, perché quando noi ci siamo la morte non c'è e quando la morte c'è noi non siamo più; ciò che è doloroso è facile da sopportare nei suoi limiti naturali; ciò che è piacevole è facile da ottenere. Questo schema pratico mostra come la fisica atomistica di Epicuro avesse uno scopo etico: liberare l'uomo dalle paure irrazionali che impediscono la serenità.

Piacere non è edonismo sfrenato
Un malinteso diffuso identifica l'epicureismo con la ricerca del piacere sfrenato, ma Epicuro propone una visione sobria. I piaceri dello stomaco, secondo la tradizione della scuola, sono semplici: pane, acqua e amicizia bastano alla felicità. La prudenza, o calcolo dei piaceri, permette di rinunciare a un piacere immediato se esso genera sofferenze maggiori, e di accettare un dolore presente se produce un bene superiore. Il piacere di riferimento non è l'intensità ma la stabilità: l'aponia del corpo e l'atarassia dell'anima, uno stato di equilibrio duraturo che i piaceri vani e superflui tendono invece a turbare.

Il clinamen e la libertà
Riprendendo l'atomismo di Democrito, Epicuro sostiene che la realtà sia composta da atomi che si muovono nel vuoto. Per salvare la libertà umana introduce però una novità: il clinamen, una deviazione minima e imprevedibile nel moto degli atomi. Grazie a questa deviazione non tutto è rigidamente determinato, e l'uomo può compiere scelte libere. La questione è discussa, perché nei testi superstiti di Epicuro il termine clinamen compare in modo incerto e la dottrina ci è nota soprattutto attraverso Lucrezio, che nel De rerum natura la espose in versi per il pubblico romano.

Trasmissione e fortuna della scuola
La scuola epicurea fu molto attiva e relativamente chiusa verso l'esterno: il Giardino, situato ad Atene tra il Pireo e la città, funzionò come comunità di amici uniti da uno stile di vita comune. La dottrina si diffuse nel mondo ellenistico e romano grazie a figure come Filodemo di Gadara, attivo a Ercolano, e Lucrezio, autore del poema De rerum natura in età cesariana. Nel pensiero moderno l'epicureismo fu rivalutato da autori come Pierre Gassendi nel XVII secolo, che lo conciliò con temi cristiani, e influenzò il materialismo successivo.

Domande per ripassare

Che differenza c'è tra il piacere epicureo e l'edonismo comune?

Per Epicuro il piacere supremo non è l'intensità delle sensazioni ma l'assenza di dolore nel corpo (aponia) e di turbamento nell'anima (atarassia). Per questo la vita felice è sobria: si scelgono i piaceri naturali e necessari e si evitano quelli vani, che generano dipendenza e sofferenza.

Che cos'è il clinamen e a cosa serve?

Il clinamen è la deviazione minima e casuale nel moto degli atomi, introdotta da Epicuro rispetto all'atomismo di Democrito. Serve a rompere il determinismo assoluto e a rendere possibile la libertà delle scelte umane. La dottrina ci è nota soprattutto attraverso Lucrezio.

Perché secondo Epicuro non bisogna temere la morte?

Perché la morte è la privazione della sensazione: quando esistiamo noi la morte non è presente, e quando la morte è presente noi non esistiamo più. Non c'è quindi alcuna esperienza dolorosa da temere, e questo argomento fa parte del tetrafarmaco, i quattro rimedi contro le paure.