equilibrio di mercato mappa concettuale
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L'equilibrio di mercato è la situazione in cui la quantità domandata dai consumatori coincide con la quantità offerta dai produttori a un determinato prezzo. In quel punto non esistono né eccesso di domanda né eccesso di offerta e il mercato tende a restare stabile, salvo variazioni esterne. La mappa organizza i concetti chiave: curve di domanda e offerta, meccanismo dei prezzi, surplus e shock di mercato.
Come funziona il meccanismo di aggiustamento
In un mercato concorrenziale il prezzo agisce come segnale. Se il prezzo corrente supera quello di equilibrio, i venditori non riescono a collocare tutta la produzione e, per smaltire le scorte, riducono i prezzi. Se invece il prezzo è troppo basso, la domanda supera l'offerta: gli acquirenti disposti a pagare di più fanno salire il prezzo. Questo processo, descritto dalla tradizione neoclassica e reso celebre dal modello a forbice di Alfred Marshall nella sua opera di fine Ottocento, porta gradualmente il mercato verso il punto in cui le due curve si incrociano. L'aggiustamento non è istantaneo: dipende dalla velocità di reazione di venditori e acquirenti.
Spostamenti della curva e nuovo equilibrio
È fondamentale distinguere i movimenti lungo una curva dagli spostamenti dell'intera curva. Un cambiamento del prezzo provoca solo un movimento lungo la curva; un cambiamento di reddito, gusti, prezzi dei beni correlati, tecnologia o costi sposta invece la curva. Se aumenta il reddito e il bene è normale, la domanda si sposta a destra: il nuovo equilibrio presenta prezzo e quantità più alti. Se un aumento dei costi sposta l'offerta a sinistra, il prezzo sale ma la quantità scende. Quando domanda e offerta si spostano insieme, l'effetto su una delle due variabili può risultare ambiguo e richiede analisi caso per caso.
Elasticità e ripartizione degli effetti
L'elasticità misura la sensibilità della quantità domandata o offerta alle variazioni di prezzo. Quando la domanda è anelastica, come per i beni di prima necessità, i consumatori riducono poco gli acquisti anche se il prezzo sale: l'onere di un'imposta grava soprattutto su di loro. Con domanda elastica, invece, i venditori assorbono gran parte dell'imposta per non perdere clienti. L'elasticità determina anche l'ampiezza delle variazioni di prezzo dopo uno shock: mercati con curve rigide mostrano oscillazioni più marcate. Per questo gli economisti studiano l'elasticità prima di prevedere gli effetti di tasse, sussidi o shock esterni.
Limiti del modello e vincoli di prezzo
Il modello dell'equilibrio presuppone concorrenza, informazioni sufficienti e prezzi flessibili. Nella realtà esistono monopoli, asimmetrie informative e contratti rigidi che rallentano l'aggiustamento. I vincoli di prezzo illustrano bene le conseguenze: un tetto massimo sotto l'equilibrio, come in alcuni mercati degli affitti, genera carenze e file d'attesa; un prezzo minimo sopra l'equilibrio, come talvolta nel mercato del lavoro, crea eccesso di offerta. Questi interventi possono perseguire obiettivi sociali legittimi, ma producono anche perdite di efficienza e effetti distributivi che vanno valutati con attenzione.
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Domande per ripassare
Cosa succede se il prezzo di mercato è superiore al prezzo di equilibrio?
Si crea un eccesso di offerta: i produttori offrono più di quanto i consumatori sono disposti a comprare. Le invendute si accumulano e i venditori tendono ad abbassare il prezzo, avvicinando il mercato al punto di equilibrio.
Qual è la differenza tra movimento lungo la curva e spostamento della curva?
Un movimento lungo la curva è causato solo da una variazione del prezzo del bene. Uno spostamento dell'intera curva deriva da fattori diversi dal prezzo, come reddito, gusti, costi di produzione o prezzi dei beni sostituti e complementari.
Perché l'elasticità della domanda influisce su chi paga un'imposta?
Se la domanda è anelastica, i consumatori riducono poco i consumi quando il prezzo sale, quindi sopportano la maggior parte dell'onere. Se la domanda è elastica, i venditori devono assorbire una quota maggiore dell'imposta per non perdere troppi clienti.