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presentazione dell'antigene mappa concettuale

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La presentazione dell'antigene è il processo con cui frammenti peptidici, derivanti da proteine proprie o patogene, vengono esposti sulla superficie cellulare legati a molecole MHC. I linfociti T riconoscono questi complessi tramite il recettore TCR: le cellule CD8 rispondono al MHC di classe I, le CD4 al MHC di classe II. Questo meccanismo collega l'immunità innata a quella adattativa e determina l'attivazione, la tolleranza o l'eliminazione delle cellule.

Perché esistono due classi di MHC
Le due classi di MHC riflettono due compartimenti cellulari diversi. Il MHC di classe I campiona il contenuto proteico interno della cellula: se una cellula sintetizza proteine virali o tumorali, ne espone i frammenti e viene riconosciuta dai linfociti T CD8 citotossici. Il MHC di classe II, invece, campiona l'ambiente extracellulare: le cellule presentanti professionali internalizzano antigeni, li degradano negli endosomi e li espongono ai linfociti T CD4 helper. Così il sistema immunitario sorveglia sia l'interno sia l'esterno delle cellule con meccanismi complementari.

Le cellule dendritiche come ponte
Le cellule dendritiche sono considerate le presentanti più potenti perché possono attivare linfociti T naive, mai incontrati prima dal loro antigene. Immature, captano antigeni nei tessuti; dopo il riconoscimento di segnali di pericolo maturano, perdono la capacità di captazione e migrano verso i linfonodi, dove presentano il peptide ai linfociti T. La loro capacità di cross-presentation è particolarmente rilevante: permette di presentare antigeni extracellulari su MHC di classe I, attivando linfociti CD8 anche quando il virus non infetta direttamente la cellula presentante.

Costimolazione e tolleranza
Il riconoscimento del complesso peptide-MHC da parte del TCR non basta da solo ad attivare un linfocita T: serve un secondo segnale di costimolazione, come l'interazione tra CD28 sulla cellula T e B7 sulla cellula presentante. Se il TCR riconosce l'antigene senza costimolazione, la cellula T diventa anergica o viene eliminata. Questo meccanismo aiuta a spiegare perché i tessuti periferici, presentati senza segnali di pericolo, non scatenino normalmente autoimmunità, e perché le cellule dendritiche mature, che esprimono molecole costimolatorie, siano così efficaci nell'avviare le risposte immunitarie.

Rilevanza clinica e pratica
La presentazione dell'antigene spiega diversi fenomeni clinici. I trapianti vengono rigettati perché le molecole MHC, chiamate anche HLA nell'uomo, sono estremamente polimorfe e differiscono tra individui. Alcuni virus, come il citomegalovirus, sviluppano strategie per ridurre la presentazione su MHC I ed eludere i linfociti CD8. Anche l'efficacia di alcuni vaccini dipende dall'induzione di una buona presentazione da parte delle cellule dendritiche. Infine, la variabilità dei geni HLA spiega perché individui diversi presentino peptidi differenti dello stesso patogeno.

Domande per ripassare

Qual è la differenza principale tra MHC di classe I e di classe II?

Il MHC di classe I è presente su quasi tutte le cellule nucleate e presenta peptidi endogeni ai linfociti T CD8; il MHC di classe II è limitato alle cellule presentanti professionali ed espone peptidi esogeni ai linfociti T CD4.

Che cos'è la cross-presentation e perché è importante?

È il processo con cui alcune cellule dendritiche presentano antigeni di origine extracellulare su molecole MHC di classe I, attivando linfociti T citotossici anche quando il patogeno non infetta direttamente la cellula presentante.

Perché la costimolazione è necessaria per attivare un linfocita T?

Il segnale del TCR da solo non è sufficiente: senza un secondo segnale, come l'interazione CD28-B7, la cellula T diventa anergica o viene eliminata, un meccanismo che contribuisce alla tolleranza verso i tessuti propri.