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La psicologia cognitiva studia i processi mentali come percezione, attenzione, memoria, linguaggio e ragionamento, interpretando la mente come un sistema che elabora informazioni. Nata come reazione al comportamentismo negli anni Cinquanta e Sessanta, si è sviluppata con modelli teorici e, più tardi, con il contributo delle neuroscienze cognitive. Questa mappa organizza i concetti fondamentali della disciplina, i principali modelli della memoria, i meccanismi dell'attenzione e i metodi di studio, offrendo una visione d'insieme utile per lo studio e il ripasso.
Che cos'è la psicologia cognitiva
La psicologia cognitiva è la branca della psicologia che studia i processi mentali interni: come percepiamo, ricordiamo, pensiamo e usiamo il linguaggio. A differenza del comportamentismo, che si limitava ai comportamenti osservabili, l'approccio cognitivo formula ipotesi sui processi intermedi tra stimolo e risposta, trattando la mente come un sistema che codifica, memorizza e trasforma le informazioni. La disciplina si afferma negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, in dialogo con la teoria dell'informazione e i primi computer, che offrono una metafora influente del funzionamento mentale. Oggi si integra con le neuroscienze cognitive, collegando i processi psicologici alle loro basi cerebrali.
I modelli della memoria
La memoria viene tradizionalmente distinta in magazzini con caratteristiche diverse. Il modello multimagazzino di Atkinson e Shiffrin del 1968 propone una memoria sensoriale molto breve, una memoria a breve termine con capacità limitata e una memoria a lungo termine relativamente permanente. Negli anni Settanta Baddeley e Hitch rivedono il concetto di memoria a breve termine introducendo la memoria di lavoro, un sistema attivo che combina archiviazione e manipolazione delle informazioni tramite componenti come il loop fonologico e il taccuino visuospatial. La memoria a lungo termine si suddivide inoltre in memoria dichiarativa, per fatti ed episodi, e non dichiarativa, per abilità e procedimenti.
Attenzione e percezione: due processi collegati
L'attenzione selettiva permette di privilegiare alcuni stimoli ignorandone altri. Il modello di filtro di Donald Broadbent, del 1958, proponeva una selezione precoce basata su caratteristiche fisiche degli stimoli; studi successivi, come il fenomeno del cocktail party descritto da Cherry, hanno mostrato che parte dell'informazione non selezionata viene comunque elaborata, suggerendo filtri più tardivi o flessibili. La percezione combina invece un'elaborazione bottom-up, guidata dai dati sensoriali, e una top-down, guidata da conoscenze, contesto e aspettative. Le illusioni percettive dimostrano che ciò che vediamo non è una copia passiva della realtà, ma il risultato di un'interpretazione attiva del cervello.
Ragionamento, euristiche e limiti cognitivi
Il pensiero umano non segue sempre le regole della logica formale. I lavori di Amos Tversky e Daniel Kahneman, a partire dagli anni Settanta, hanno documentato come le decisioni si basino spesso su euristiche, scorciatoie mentali generalmente efficienti ma soggette a errori sistematici. L'euristica della disponibilità porta a giudicare più probabile ciò che viene ricordato più facilmente, mentre l'euristica della rappresentatività induce a valutare gli eventi in base alla loro tipicità. Questi bias non indicano irrazionalità generale: i processi automatici risparmiano risorse cognitive, ma in situazioni complesse possono condurre a giudizi distorti, motivo per cui il pensiero lento e controllato è altrettanto importante.
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Domande per ripassare
In cosa si differenzia la psicologia cognitiva dal comportamentismo?
Il comportamentismo studiava solo comportamenti osservabili, evitando riferimenti ai processi interni. La psicologia cognitiva, nata negli anni Cinquanta come reazione a questo limite, formula invece ipotesi sui processi mentali intermedi, come attenzione e memoria, e li studia con esperimenti, modelli teorici e metodi come i tempi di reazione.
Qual è la differenza tra memoria a breve termine e memoria di lavoro?
La memoria a breve termine indica principalmente l'archiviazione temporanea di informazioni per pochi secondi. La memoria di lavoro, proposta da Baddeley e Hitch nel 1974, è un concetto più ampio: comprende sistemi di archiviazione ma anche processi attivi di manipolazione, come tenere a mente un numero mentre si svolge un calcolo.
Cosa sono le euristiche e i bias cognitivi?
Le euristiche sono scorciatoie mentali che permettono di decidere rapidamente senza analisi complete. Sono spesso efficaci, ma possono generare errori sistematici chiamati bias cognitivi, come nella stima delle probabilità. Tversky e Kahneman hanno documentato diversi di questi meccanismi, mostrando che non indicano scarsa intelligenza, ma il funzionamento normale di un pensiero che risparmia risorse.