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Phèdre, tragedia in cinque atti in versi di Jean Racine rappresentata nel 1677, riprende il mito di Fedra e Ippolito. La mappa organizza trama, personaggi, temi come la passione colpevole e la colpa ereditaria, la struttura classica francese e il contesto religioso e letterario, offrendo una visione d'insieme utile per lo studio dell'opera.

Il mito e le fonti di Racine
Racine riprende un mito greco già trattato da Euripide nell'Ippolito e da Seneca nella Phaedra. Rispetto ai modelli, riduce il ruolo di Aricia e della politica, concentrandosi sulla colpa interiore di Fedra e sulla sua coscienza. La versione di Racine elimina anche l'innocenza assoluta di Ippolito: il giovane ama Aricia, il che rende la tragedia più equilibrata e meno manichea. Il titolo originario, Phèdre et Hippolyte, fu poi semplificato in Phèdre, a sottolineare il primato della protagonista. La scelta di trattare un mito noto rispettava l'uso classico francese di attingere a soggetti antichi già conosciuti dal pubblico.

Struttura e regole classiche
Phèdre è una tragedia regolare secondo le norme del classicismo francese codificate nel Seicento: unità di tempo, di luogo e di azione, verosimiglianza e bienséance. Tutta l'azione si svolge a Trezene in un giorno unico, e gli eventi violenti, come la morte dei cavalli di Ippolito e la sua fine, avvengono fuori scena e sono narrati da Téramène in un celebre racconto. La struttura in cinque atti segue una progressione drammatica rigorosa: dichiarazione, rovesciamento con il ritorno di Teseo, accusa, condanna e morte. La tensione nasce meno dagli eventi che dallo scontro delle coscienze e dalle rivelazioni successive.

Temi: passione, colpa e fatalità
Il nucleo tematico di Phèdre è la passione come forza fatale che la protagonista non riesce a dominare. Fedra si presenta come vittima di una maledizione divina: Venere perseguita la sua stirpe, come già fece con sua madre Pasifae. Questa dimensione di colpa ereditaria solleva la questione se Fedra sia interamente responsabile o strumento del destino, tema che ha alimentato interpretazioni moderne di matrice psicanalitica. Accanto alla passione operano il senso del dovere, la religione e l'onore: Fedra alterna il desiderio di confidarsi alla volontà di tacere per salvare la reputazione, e la calunnia contro Ippolito aggrava la sua colpa fino alla confessione finale.

Accoglienza e fortuna dell'opera
La prima del 1677 fu segnata dalla concorrenza: la rivalle Pradon presentò nello stesso periodo una sua Phèdre, e la querelle che ne seguì divise il pubblico parigino. Nonostante le circostanze sfavorevoli, la tragedia di Racine ottenne un successo duraturo e consolidò la sua reputazione, anche se l'autore si dedicò poi per anni quasi esclusivamente alla scrittura di opere sacre prima di tornare al teatro. Phèdre è rimasta uno dei pilastri del repertorio francese e viene studiata nelle scuole di diversi paesi europei. Le interpretazioni moderne, dal teatro alla critica letteraria, hanno letto in Fedra la figura della passione irrazionale e della coscienza divisa.

Domande per ripassare

Perché Fedra si sente colpevole del suo amore per Ippolito?

Perché Ippolito è il figlio di suo marito Teseo, quindi il desiderio di Fedra è considerato incestuoso e tradisce il legame coniugale. Inoltre Fedra interpreta questa passione come effetto di una maledizione divina che perseguita la sua famiglia, il che aggrava il suo tormento tra colpa personale e fatalità.

Che ruolo ha il ritorno di Teseo nella tragedia?

Il ritorno di Teseo, creduto morto, è il rovesciamento decisivo della trama. Fedra, che aveva appena confessato il suo amore a Ippolito, deve ora tacere per non essere scoperta. Su istigazione di Ermione, accusa Ippolito di aver tentato di sedurla, e Teseo invoca contro il figlio la vendetta di Nettuno, causandone la morte.

In che senso Phèdre rispetta le regole della tragedia classica francese?

L'opera osserva le unità di tempo, luogo e azione: tutto si svolge a Trezene in un solo giorno attorno a un unico conflitto. Gli eventi cruenti avvengono fuori scena e sono raccontati, secondo la bienséance, come nel celebre resoconto di Téramène sulla morte di Ippolito. La struttura in cinque atti in alessandrini segue il modello tragico regolare del Seicento francese.