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Tommaso d'Aquino (1225-1274), frate domenicano e tra i più importanti pensatori medievali, elaborò una sintesi tra la filosofia di Aristotele e la teologia cristiana. La sua opera principale, la Summa Theologiae, rimase incompiuta. Temi centrali sono le cinque vie per dimostrare l'esistenza di Dio, la dottrina dell'analogia dell'essere, la legge naturale e la distinzione tra verità di fede e verità di ragione. Il tomismo divenne in seguito un riferimento duraturo della filosofia scolastica.

Le cinque vie: struttura e limiti
Nella Summa Theologiae Tommaso presenta cinque argomenti per l'esistenza di Dio, detti vie. La prima parte dal movimento, la seconda dalla causa efficiente, la terza dalla contingenza degli esseri, la quarta dai gradi di perfezione, la quinta dall'ordine finalistico della natura. Ogni via procede a ritroso in una serie per arrivare a un primo termine non causato. Tommaso non le considera dimostrazioni sperimentali ma argomenti metafisici, e non pretende di dimostrare tutto ciò che la fede afferma su Dio.

Essenza ed esistenza
Il nucleo della metafisica tomista è la distinzione reale tra essenza, ciò che una cosa è, ed esistenza, l'atto di essere. Nelle creature i due elementi sono distinti e composti; solo in Dio essenza ed esistenza coincidono, per cui Dio è l'essere sussistente per se stesso. Da qui deriva la dottrina dell'analogia: i predicati come 'essere' e 'buono' si dicono di Dio e delle creature né in senso univoco né puramente equivoco, ma analogicamente, evitando sia l'antropomorfismo sia l'agnosticismo totale sul linguaggio religioso.

Legge naturale ed etica
Nella trattazione giuridica Tommaso distingue quattro tipi di legge: l'eterna, cioè la provvidenza divina; la naturale, la sua partecipazione nella ragione umana; l'umana, che specifica la naturale per le società concrete; la divina rivelata, necessaria per orientarsi al fine soprannaturale. La legge naturale contiene principi generali evidenti, come cercare il bene ed evitare il male, che poi vanno applicati con prudenza ai casi particolari. L'etica tomista resta un'etica delle virtù di ispirazione aristotelica, ordinata alla beatitudine.

Fede, ragione e ricezione storica
Tommaso sostiene che verità di fede e conclusioni razionali non possono contraddirsi, perché entrambe derivano da Dio come fonte. Alcune verità, come l'esistenza di Dio, sono accessibili alla ragione; altre, come la creazione nel tempo o la Trinità, sono note solo per rivelazione. Dopo la sua morte alcune tesi di ispirazione aristotelica furono coinvolte nelle condanne parigine del 1277, ma la sua opera fu presto riabilitata: fu canonizzato nel 1323 e il tomismo divenne una corrente filosofica e teologica di lunga durata.

Domande per ripassare

Perché la Summa Theologiae è considerata incompiuta?

Tommaso la interruppe nel 1273, durante la stesura della terza parte, dopo un'esperienza spirituale che secondo i biografi lo portò a considerare superflua la sua opera. La Summa fu completata da altri con testi supplementari, ma il progetto originale rimase fermo a quel punto.

Che differenza c'è tra legge naturale e legge umana in Tommaso?

La legge naturale è la partecipazione della creatura razionale alla legge eterna di Dio e contiene principi generali validi per tutti; la legge umana è la determinazione concreta di quei principi da parte delle comunità per casi specifici. La legge umana è vincolante in quanto coerente con la naturale, mentre una norma ingiusta non ha la stessa forza.

Tommaso pensava che la ragione potesse dimostrare tutto ciò che la fede afferma?

No. Secondo Tommaso alcune verità, come l'esistenza di Dio, possono essere dimostrate con la ragione, ma misteri come la Trinità o l'incarnazione superano le capacità della ragione naturale e sono conosciuti solo attraverso la rivelazione. Fede e ragione restano però armoniche, perché entrambe hanno origine in Dio.