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I vulcani sono aperture della crosta terrestre attraverso cui risalgono magma, gas e materiali piroclastici. La loro distribuzione segue i bordi delle placche tettoniche, come nella Cintura di Fuoco del Pacifico. Lo studio dei vulcani comprende le tipologie eruttive, la composizione del magma, le forme dei vulcani e i sistemi di monitoraggio e prevenzione dei rischi per le popolazioni che vivono nelle aree vulcaniche attive.
Composizione del magma e stile eruttivo
Lo stile di un'eruzione dipende soprattutto dalla viscosità del magma, che a sua volta dipende dal contenuto di silice e dalla temperatura. I magmi basaltici, poveri di silice e caldi, sono fluidi: i gas sfuggono facilmente e le eruzioni sono prevalentemente effusive, come nelle Hawaii. I magmi andesitici e riolitici, più ricchi di silice e più freddi, sono viscosi: i gas restano intrappolati finché la pressione non provoca eruzioni esplosive con colonne di cenere e flussi piroclastici. Questa differenza spiega perché gli stratovulcani delle zone di subduzione sono generalmente più pericolosi dei vulcani a scudo.
Contesto tettonico e distribuzione
La maggior parte dei vulcani attivi si trova lungo i bordi delle placche tettoniche. Alle dorsali oceaniche, dove le placche divergono, il magma basaltico genera eruzioni effusive, come in Islanda. Nelle zone di subduzione, dove una placca scende sotto un'altra, si formano archi vulcanici con magmi più viscosi, come la Catena delle Cascate negli Stati Uniti. Non tutti i vulcani rispettano questo schema: i punti caldi, come le Hawaii, sono plume di magma che risalgono dall'interno del mantello in zone interne alle placche. La Cintura di Fuoco del Pacifico concentra una grande parte dei vulcani attivi del pianeta.
Rischi vulcanici e mitigazione
I pericoli vulcanici non si limitano alla lava, che di solito avanza lentamente. I flussi piroclastici, miscele di gas e materiali incandescenti, sono tra i fenomeni più letali, come a Pompei nel 79 d.C. e a Saint-Pierre sulla Martinica nel 1902. Anche i lahar, colate di fango formate da ceneri e acqua, possono colpire zone lontane dal cratere. Le ceneri possono danneggiare i motori degli aerei, come dimostrò l'eruzione dell'Eyjafjallajökull nel 2010. La mitigazione si basa sul monitoraggio di terremoti, deformazioni del suolo e gas, sulle mappe di pericolo e sui piani di evacuazione, che riducono il rischio senza poter prevedere con certezza le eruzioni.
Benefici e vulcani italiani
Accanto ai rischi, l'attività vulcanica porta vantaggi duraturi. Le ceneri arricchiscono i suoli di minerali, rendendo fertili regioni densamente abitate come le campagne vesuviane. Il calore del sottosuolo viene sfruttato per produrre energia geotermica, come in Islanda e a Larderello in Toscana, e sostiene il turismo in molte aree vulcaniche. L'Italia ospita vulcani molto studiati: l'Etna, tra i più attivi d'Europa, lo Stromboli con le sue esplosioni ritmiche e il Vesuvio, la cui attività è attualmente quiescente ma che resta un vulcano attivo in un'area fortemente urbanizzata, motivo per cui il monitoraggio è continuo e dettagliato.
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Domande per ripassare
Qual è la differenza tra magma e lava?
Il magma è la roccia fusa presente sotto la superficie terrestre, insieme ai gas disciolti e ai cristalli. Quando il magma emerge in superficie durante un'eruzione, perde parte dei gas e prende il nome di lava.
Perché le eruzioni delle zone di subduzione sono spesso più esplosive di quelle delle dorsali?
I magmi delle zone di subduzione sono generalmente più ricchi di silice e quindi più viscosi: i gas faticano a sfuggire e si accumula pressione, che si libera in eruzioni esplosive. Alle dorsali i magmi basaltici, più fluidi, permettono eruzioni prevalentemente effusive.
Che cos'è un punto caldo?
Un punto caldo è una zona di vulcanismo situata spesso in aree interne alle placche, alimentata da un plume di magma che risale dal mantello. Le Hawaii sono un esempio classico: lo spostamento della placca pacifica sopra il plume ha creato una catena di isole vulcaniche.