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Il conto economico è il prospetto contabile che misura il risultato economico di un'azienda in un esercizio, confrontando ricavi e costi. Questa risorsa ne spiega la struttura tipica, le voci di ricavo e costo, la classificazione dei costi e i principali indicatori di redditività, utili per comprendere come si forma l'utile o la perdita d'esercizio.
Che cos'è il conto economico
Il conto economico è uno dei prospetti che compongono il bilancio d'esercizio, insieme allo stato patrimoniale e alla nota integrativa. Mentre lo stato patrimoniale fotografa la situazione patrimoniale e finanziaria in un dato momento, il conto economico ha natura dinamica: descrive la formazione del risultato economico durante l'esercizio, mettendo a confronto i ricavi conseguiti e i costi sostenuti. Se i ricavi superano i costi si ha un utile, in caso contrario una perdita. Il risultato d'esercizio spiega quindi come l'azienda ha trasformato le risorse impiegate in valore, e costituisce il punto di partenza per l'analisi di redditività.
La struttura secondo il Codice Civile
In Italia il conto economico civilistico segue lo schema dell'articolo 2425 del Codice Civile, articolato in aree contrassegnate da lettere. L'area A raccoglie il valore della produzione, con i ricavi delle vendite e le variazioni delle rimanenze; l'area B i costi della produzione, tra cui materiali, personale, ammortamenti e oneri finanziari. La differenza tra A e B dà il risultato prima degli interessi e delle imposte. Seguono l'area C per proventi e oneri straordinari, l'area D per interessi e dividendi, l'area E per le imposte sul reddito e l'area F per l'utile o la perdita d'esercizio. Questo schema a valori totali va distinto dal conto economico riclassificato, che raggruppa le voci per evidenziare margini intermedi come l'EBITDA.
Costi diretti, indiretti, fissi e variabili
Per leggere bene il conto economico è utile distinguere le classificazioni dei costi. I costi diretti si possono attribuire in modo oggettivo a un prodotto o commessa, come le materie prime; i costi indiretti, come l'affitto di uno stabilimento, servono più aree e vanno ripartiti con criteri convenzionali. I costi fissi non cambiano al variare del volume di produzione nel breve periodo, mentre i costi variabili crescono con la produzione. La distinzione è rilevante per il calcolo del break even point, il volume di vendite che copre esattamente i costi totali. Va ricordato che la classificazione dipende dal contesto: uno stesso costo può essere fisso nel breve periodo e variabile nel lungo.
Gli indicatori di redditività
Dal conto economico, spesso riclassificato, si ricavano i principali indici di redditività. Il ROS, return on sales, rapporta il risultato operativo ai ricavi e misura la redditività delle vendite. Il ROI, return on investment, confronta il risultato operativo con il capitale investito e indica l'efficienza complessiva dell'impiego delle risorse. Il ROE, return on equity, rapporta l'utile netto al patrimonio netto e interessa soprattutto i soci. Questi indici vanno interpretati con cautela: hanno significato se confrontati nel tempo o con aziende simili, e possono essere influenzati da scelte di valutazione, come politiche di ammortamento diverse, che rendono delicati i confronti tra imprese di settori o paesi differenti.
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Domande per ripassare
Qual è la differenza tra stato patrimoniale e conto economico?
Lo stato patrimoniale è un prospetto statico: fotografa attività, passività e patrimonio netto alla chiusura dell'esercizio. Il conto economico è dinamico: descrive la formazione del risultato economico durante l'anno, confrontando ricavi e costi. I due prospetti sono collegati, perché l'utile o la perdita d'esercizio incide sul patrimonio netto.
Cosa indica il break even point?
È il volume di produzione e vendita al quale i ricavi totali eguagliano i costi totali, così che il risultato operativo sia pari a zero. Sotto quella soglia l'azienda è in perdita, sopra realizza un utile operativo. Il calcolo richiede di distinguere costi fissi e costi variabili e presuppone che questa classificazione resti valida per i volumi considerati.
Perché si riclassifica il conto economico?
Lo schema civilistico presenta le voci in aree con valori totali, ma non evidenzia direttamente i margini intermedi come l'EBITDA o l'EBIT. La riclassificazione riordina le voci secondo criteri diversi, ad esempio a costo del venduto o a valore aggiunto, per rendere più leggibile la formazione del risultato e facilitare confronti nel tempo e tra aziende.