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La vaccinazione si basa sull'esposizione controllata del sistema immunitario a antigeni innocui, derivati da agenti patogeni indeboliti, inattivati o da loro componenti. Questa esposizione stimola la produzione di anticorpi e di cellule immunitarie della memoria, capaci di reagire rapidamente in caso di incontro successivo con il patogeno reale. La mappa illustra i meccanismi immunologici, i principali tipi di vaccini, il calendario vaccinale, la protezione di comunità e la sorveglianza della sicurezza.

Come funziona la memoria immunitaria
Quando un vaccino introduce un antigene, il sistema immunitario lo riconosce come estraneo e attiva una risposta primaria, più lenta e di entità moderata. Durante questa fase i linfociti B e T specifici si espandono e una parte di essi si differenzia in cellule della memoria, che sopravvivono a lungo nell'organismo. Se in futuro il patogeno reale entra in contatto con l'organismo, queste cellule reagiscono molto più rapidamente, producendo anticorpi in tempi brevi e bloccando l'infezione prima che provochi sintomi significativi. Per questo molte vaccinazioni prevedono dosi di richiamo: ogni esposizione successiva all'antigene rafforza e affina la risposta memorizzata.

Differenze tra i principali tipi di vaccini
I vaccini attenuati contengono patogeni vivi indeboliti: inducono una risposta forte e duratura, ma richiedono prudenza in persone con sistema immunitario molto compromesso. I vaccini inattivati usano patogeni uccisi o loro frammenti, quindi sono più sicuri per soggetti fragili, ma spesso necessitano di più dosi e adiuvanti. I vaccini a subunità e coniugati presentano solo componenti purificate, come proteine o polisaccaridi legati a vettori che migliorano la risposta. I vaccini a mRNA forniscono istruzioni temporanee per produrre una proteina virale, senza contenere il patogeno completo. Ogni approccio bilancia efficacia, durata della protezione e profilo di sicurezza.

Protezione di comunità e sue condizioni
La protezione di comunità, o immunità di gregge, si verifica quando una quota sufficiente della popolazione è immune, riducendo la trasmissione e proteggendo indirettamente chi non può vaccinarsi, come neonati o persone con controindicazioni mediche. La soglia necessaria dipende dalla contagiosità della malattia: malattie molto trasmissibili richiedono percentuali di copertura più elevate. È importante notare che questo meccanismo non richiede l'immunità di ogni singolo individuo, ma funziona meglio quanto più alta è la copertura vaccinale. Interruzioni delle campagne o calo delle adesioni possono far riemergere focolai di malattie precedentemente sotto controllo.

Sviluppo storico e controllo della sicurezza
Nel 1796 Edward Jenner dimostrò che l'inoculazione di materiale da lesioni di vairo bovino poteva proteggere dal vaiolo umano, dando origine al termine vaccinazione. Nel corso del Novecento lo sviluppo di vaccini contro poliomielite, morbillo e altre malattie ha trasformato la sanità pubblica, culminando nella dichiarazione di eradicazione globale del vaiolo nel 1980. Oggi ogni vaccino passa per fasi di sperimentazione clinica prima dell'approvazione e viene poi monitorato continuamente tramite sistemi di farmacovigilanza, che raccolgono segnalazioni di eventi avversi e permettono di aggiornare le raccomandazioni sulla base dei dati raccolti.

Domande per ripassare

Perché alcuni vaccini richiedono più dosi o richiami?

I vaccini inattivati e a subunità spesso inducono una risposta immunitaria più debole rispetto ai vaccini attenuati, quindi servono dosi multiple per raggiungere una protezione adeguata. I richiami successivi servono inoltre a mantenere elevati i livelli di anticorpi e di cellule della memoria nel tempo, quando la risposta iniziale tende a diminuire.

Che cos'è la protezione di comunità e quando funziona?

È la protezione indiretta che si ottiene quando una quota sufficiente della popolazione è immune, riducendo la circolazione del patogeno. Funziona meglio quanto più alta è la copertura vaccinale e protegge soprattutto chi non può vaccinarsi per motivi medici, come persone immunocompromesse o neonati troppo piccoli per alcune dosi.

Qual è la differenza tra vaccino attenuato e vaccino a mRNA?

Il vaccino attenuato contiene un patogeno vivo indebolito, capace di replicarsi in forma limitata e di indurre una risposta robusta e duratura. Il vaccino a mRNA non contiene il patogeno: fornisce istruzioni temporanee affinché le cellule producano una singola proteina virale, che il sistema immunitario riconosce come estranea, generando anticorpi e memoria immunitaria.