Repubblica Romana mappa concettuale
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La Repubblica Romana fu il regime politico di Roma dal 509 a.C., con la cacciata dell'ultimo re Tarquinio il Superbo, fino al 27 a.C., quando Ottaviano assunse il titolo di Augusto. Si basava su magistrature annuali e collegiali, un Senato influente e assemblee popolari. Nel corso di cinque secoli Roma passò da città-stato del Lazio a potenza dominatrice del Mediterraneo, attraversando conflitti sociali interni, guerre puniche e guerre civili che ne minarono le istituzioni repubblicane.
Un sistema di freni e contrappesi
La Repubblica Romana si fondava sul principio della collegialità e dell'annualità delle magistrature: i consoli erano due, restavano in carica un anno e si controllavano a vicenda. Il Senato, composto in gran parte da ex magistrati, non aveva poteri legislativi formali ma esercitava un'enorme influenza sulla politica estera e sulle finanze. Le assemblee popolari eleggevano i magistrati e votavano le leggi, ma il sistema centuriato favoriva di fatto i cittadini più ricchi. In situazioni di emergenza si nominava un dittatore per un massimo di sei mesi: un meccanismo pensato per le crisi che, con Silla e Cesare, fu però usato per periodi indefiniti, segnando la crisi del regime.
La lotta dei plebei e le conquiste sociali
Tra il V e il III secolo a.C. la plebe ottenne progressivamente diritti politici attraverso le secessioni, cioè ritiri collettivi dalla città. Nel 494 a.C. nacquero i tribuni della plebe, magistrati inviolabili dotati del diritto di veto. Le Leggi delle Dodici Tavole, redatte intorno al 451-450 a.C., diedero per la prima volta una codificazione scritta del diritto. Con le leggi Licinie Sestie del 367 a.C. i plebei poterono accedere al consolato, e nel 287 a.C. le decisioni dei comizi plebei acquisirono valore di legge per tutti i cittadini. Queste conquiste non eliminarono però le disuguaglianze economiche, che rimasero una fonte di tensione per tutta la storia repubblicana.
Dall'espansione alla guerra civile
Le guerre puniche (264-146 a.C.) trasformarono Roma in potenza mediterranea, ma l'afflusso di ricchezze e schiavi sconvolse l'economia contadina: i piccoli proprietari, impegnati nelle lunghe campagne militari, si indebitarono e abbandonarono le terre, mentre si diffondevano i latifondi. I fratelli Tiberio e Gaio Gracchi tentarono una riforma agraria e furono entrambi uccisi in violenze politiche, un precedente grave per la vita repubblicana. Le guerre civili tra Mario e Silla, poi tra Cesare e Pompeo, militarizzarono la politica: gli eserciti, fedeli ai loro generali più che allo Stato, divennero strumenti di lotta per il potere personale.
La fine della Repubblica e il principato
Dopo l'assassinio di Cesare nel 44 a.C., il secondo triumvirato (Ottaviano, Antonio e Lepido) si spartì il potere. La sconfitta di Antonio e Cleopatra ad Azio nel 31 a.C. lasciò Ottaviano unico padrone del mondo romano. Nel 27 a.C., con un gesto calcolato di restituzione formale dei poteri al Senato, ricevette in cambio il titolo di Augusto e un insieme di prerogative che di fatto instauravano il principato: manteneva le forme repubblicane ma concentrava in sé il comando militare e l'autorità morale. Gli storici convenzionalmente fanno terminare la Repubblica in quell'anno, anche se le istituzioni repubblicane continuarono formalmente a esistere sotto l'Impero.
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Domande per ripassare
Quali erano le principali magistrature della Repubblica Romana?
Le magistrature ordine erano i consoli (due, annuali, con potere esecutivo e militare), i pretori (giustizia), i censori (censimento e moralità pubblica), gli edili (amministrazione urbana) e i questori (finanze). Esistevano anche magistrature straordinarie come la dittatura, limitata a sei mesi, e i tribuni della plebe, nati dalla lotta tra patrizi e plebei e dotati del diritto di veto.
Perché si usa la data del 509 a.C. per la fondazione della Repubblica?
Il 509 a.C. è la data tradizionale tramandata dagli storici antichi, come Tito Livio, per la cacciata dell'ultimo re di Roma, Tarquinio il Superbo, e l'inizio del consolato. Si tratta di una datazione convenzionale basata sulla tradizione: il passaggio dalla monarchia alla repubblica fu probabilmente un processo graduale, e le ricostruzioni dei primi secoli repubblicani si fondano su fonti scritte molto posteriori agli eventi.
Come si concluse la Repubblica Romana?
La Repubblica si dissolse attraverso una lunga crisi: violenze sui Gracchi, guerre civili tra Mario e Silla, poi tra Cesare e Pompeo. Dopo l'assassinio di Cesare nel 44 a.C. e la vittoria di Ottaviano su Antonio ad Azio nel 31 a.C., nel 27 a.C. Ottaviano ricevette il titolo di Augusto e concentrò i poteri principali, dando inizio al principato. Le istituzioni repubblicane sopravvissero formalmente, ma il potere effettivo passò all'imperatore.