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L'arco riflesso è il circuito nervoso che produce una risposta automatica e rapida a uno stimolo, senza passare inizialmente per il cervello. Comprende recettore, neurone sensitivo, centro di integrazione (di solito il midollo spinale), neurone motorio ed effettore. I riflessi monosinaptici come quello rotuleo coinvolgono due neuroni, mentre i riflessi polisinaptici ne coinvolgono altri di intercalazione. Studiarne la sequenza aiuta a capire come il corpo protegge sé stesso.

La sequenza dell'arco riflesso
Il percorso segue sempre un ordine preciso: lo stimolo attiva il recettore, che genera un potenziale d'azione nel neurone sensitivo. Questo assone entra nel midollo spinale tramite la radice dorsale e trasmette il segnale al centro di integrazione. Qui il neurone sensitivo sinaptica con il neurone motorio, oppure con interneuroni nei riflessi polisinaptici. Il neurone motorio esce dalla radice ventrale e raggiunge l'effettore, cioè un muscolo o una ghiandola, che produce la risposta. Nei riflessi spinali il circuito si chiude senza attendere decisioni coscienti, il che spiega la rapidità della reazione.

Monosinaptico contro polisinaptico
La distinzione principale riguarda il numero di sinapsi nel sistema nervoso centrale. Il riflesso rotuleo è monosinaptico: il neurone sensitivo contatta direttamente il motoneurone, senza interneuroni, e per questo è il più veloce dell'organismo. Il riflesso di flessione, come quando si ritira la mano da una superficie calda, è polisinaptico: uno o più interneuroni si frappongono, coinvolgono più muscoli e richiedono qualche millisecondo in più. Entrambi restano involontari, ma la complessità del circuito determina latenza, diffusione della risposta e coordinazione tra gruppi muscolari diversi.

Il ruolo del midollo spinale e del cervello
Nei riflessi spinali il midollo funziona da centro di integrazione autonomo: riceve l'informazione sensitiva, la elabora localmente e comanda il motoneurone. Tuttavia collaterali dei neuroni sensitivi trasportano il segnale anche verso l'encefalo, dove lo stimolo viene percepito coscientemente, di solito dopo che la risposta motoria è già partita. Questo ritardo percettivo spiega l'esperienza comune di ritirare la mano prima di avvertire dolore. Inoltre il cervello può modulare l'intensità di molti riflessi attraverso vie discendenti, per esempio inibendoli quando è necessario mantenere una postura.

Riflessi ed esame clinico
I riflessi osteotendinei, come il rotuleo e il tricipitale, vengono elicitati dal medico percettendo i tendini: una risposta conservata suggerisce che l'arco sensitivo-motorio è integro. Una risposta assente può indicare un danno periferico, mentre una risposta esagerata può suggerire un coinvolgimento delle vie discendenti dal cervello. Anche il riflesso pupillare fornisce informazioni sul tronco encefalico. Queste osservazioni sono elementi di un esame neurologico complessivo: un singolo riflesso alterato non basta da solo per formulare una diagnosi, che richiede sempre valutazione professionale.

Domande per ripassare

Perché il riflesso rotuleo è considerato monosinaptico?

Perché nel midollo spinale esiste una sola sinapsi, tra il neurone sensitivo e il motoneurone. Non ci sono interneuroni di intercalazione, e questo rende il circuito estremamente rapido: il muscolo si contrae prima ancora che lo stiramento venga percepito coscientemente.

Qual è la differenza tra riflesso spinali e riflessi cranici?

I riflessi spinali vengono integrati nel midollo spinale, come il rotuleo o il riflesso di flessione. I riflessi cranici sono integrati nel tronco encefalico e utilizzano i nervi cranici: esempi tipici sono il riflesso pupillare alla luce e il riflesso corneale alla stimolazione dell'occhio.

Se il riflesso evita il cervello, come facciamo a sentire il dolore?

I collaterali dei neuroni sensitivi trasmettono il segnale anche verso l'encefalo, dove lo stimolo diventa cosciente. Questa via è più lunga e lenta, quindi la percezione arriva dopo la risposta motoria: per questo ritiriamo la mano da una fiamma prima di avvertire il dolore vero e proprio.