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Il sistema del complemento è un insieme di proteine plasmatiche che cooperano nella difesa immunitaria. Attivato a cascata attraverso tre vie, porta alla lisi dei microrganismi, all'opsonizzazione e alla reclutamento di cellule infiammatorie. Questa risorsa organizza i concetti chiave: le vie di attivazione classica, della lectina e alternativa, i complessi effetttori come il MAC, i recettori del complemento e i meccanismi di regolazione che proteggono i tessuti dell'ospite.
Le tre vie di attivazione
Il complemento può essere attivato in tre modi distinti che convergono sulla C3 convertasi. La via classica parte dal legame di C1q agli anticorpi IgG o IgM legati all'antigene, quindi richiede una risposta umorale già avviata. La via della lectina si attiva quando la mannosi-binding lectina riconosce zuccheri microbici, senza bisogno di anticorpi. La via alternativa si basa sull'idrolisi spontanea di C3, che avviene continuamente ma prospera solo sulle superfici microbiche prive di regolatori dell'ospite. Tutte e tre generano C3b, il fulcro dell'amplificazione della cascata.
Dal C5 al complesso attacco membrana
Quando C3b si accumula, la convertasi C5 lega C5 e lo scinde in C5a e C5b. C5a è una potente anafilotossina che richiama neutrofili e attiva i mastociti, mentre C5b avvia l'assemblaggio del complesso attacco membrana (MAC): C6, C7, C8 e multiple copie di C9 si polimerizzano formando un poro nella membrana del patogeno. Questo poro causa lisi osmotica, particolarmente efficace contro batteri Gram-negativi come Neisseria. Le cellule dell'ospite sono protette dal MAC da CD59, che ne impedisce il completamento sulla superficie cellulare.
Regolazione e protezione dell'ospite
Poiché la cascata è potente e amplificata, esistono numerosi regolatori che evitano danni ai tessuti self. Il fattore H e il fattore I degradano C3b sulle superfici ospiti, la DAF (decay accelerating factor) accelera la dissociazione delle convertasi, e CD59 blocca il MAC. Un esempio clinico noto è l'emoglobinuria parossistica notturna, in cui la perdita di CD59 e DAF sui globuli rossi causa lisi cronica. Anche il deficit di C1-INH produce edema angioneurotico ereditario, dimostrando come la disregolazione sia clinicamente rilevante quanto il deficit.
Rilevanza clinica e diagnostica
I deficit di complemento hanno pattern clinici distintivi: i deficit delle componenti terminali (C5-C9) predispongono a infezioni ricorrenti da Neisseria, mentre il deficit di C3 favorisce infezioni piogeniche e malattie da immunocomplessi. I deficit delle proteine precoci della via classica sono associati al lupus eritematoso sistemico, probabilmente per un'inefficiente clearance dei complessi immunitari e delle cellule apoptotiche. In laboratorio si misurano CH50 e AH50, che valutano rispettivamente l'attività delle vie classica/lectina e alternativa, guidando la diagnosi dei deficit.
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Domande per ripassare
Qual è la differenza principale tra la via classica e la via alternativa?
La via classica richiede anticorpi (IgG o IgM) legati all'antigene per attivare C1q, quindi fa parte dell'immunità adattativa. La via alternativa si attiva per idrolisi spontanea di C3 e funziona senza anticorpi, agendo come difesa immediata dell'immunità innata sulle superfici microbiche.
Che ruolo ha C3b nell'opsonizzazione?
C3b si deposita sulla superficie del microrganismo e viene riconosciuto dai recettori del complemento (CR1, CR3) su fagociti come neutrofili e macrofagi, facilitando l'ingestione e la distruzione del patogeno. È uno dei meccanismi opsonici più efficienti dell'organismo.
Perché i deficit delle componenti terminali C5-C9 predispongono a infezioni da Neisseria?
Le Neisseria sono batteri Gram-negativi particolarmente sensibili alla lisi mediata dal complesso attacco membrana (MAC). Senza C5-C9 il MAC non si forma, e la difesa specifica contro questi patogeni risulta gravemente compromessa, con infezioni ricorrenti.